Sono diverse ormai le scuole superiori occupate in Italia dall’inizio di ottobre. La mobilitazione, partita il 5 ottobre da Torino, ha raggiunto Roma, Napoli, Firenze, Genova, Bologna e Milano e continua ad allargarsi in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.
Nella Capitale la protesta è iniziata il 6 ottobre con il liceo Cavour, seguito da Tullio Levi Civita e Lattanzio. Nei giorni successivi sono stati occupati, tra gli altri, Newton, Plinio Seniore, Morgagni, Francesco d’Assisi, Montessori, Pirelli, Ambrosoli, Rossellini, Piaget Diaz, Vespucci e Benedetto da Norcia. Lunedì 26 ottobre è toccato a Tasso, Ripetta, Argan, Margherita di Savoia e Von Neumann, mentre nella notte il blitz ha interessato il Mamiani, oltre al Croce-Aleramo. Al Giordano Bruno un tentativo di occupazione si è concluso con l’intervento della Digos, chiamata dalla dirigente scolastica.
A Torino le prime occupazioni hanno riguardato il Regina Margherita e l’istituto Giulio e, secondo la stampa, gli istituti coinvolti sarebbero almeno dodici. A Napoli sono occupati Tito Lucrezio Caro, Umberto, Mercalli, Sannazaro e Genovesi. A Firenze i dirigenti hanno segnalato alle forze dell’ordine quattordici istituti occupati. Occupazioni anche a Genova (Gobetti e Calvino), a Bologna (Laura Bassi e Copernico) e a Prato, dove oggi sono stati occupati il Copernico e il Rodari. A Milano, dopo il corteo del 16 ottobre e gli scontri del giorno successivo, i fermati sarebbero stati oltre 200, quasi tutti minorenni, secondo quanto riportato dalla stampa.
Al centro della protesta ci sono le condizioni dell’edilizia scolastica, con aule definite inagibili, bagni guasti e infissi che non si chiudono. A questo si aggiungono la contestazione del decreto Scuola, in particolare del tetto alla presenza di alunni stranieri, quella del decreto Sicurezza e la richiesta di spostare risorse dalle spese militari all’istruzione. Al Rodari il dirigente ha parlato di “interruzione di pubblico servizio”. Al Mamiani, invece, il collettivo ha annunciato assemblee, un pranzo sociale e uno sportello psicologico gratuito.
Dopo la giornata di sciopero e cortei del 16 ottobre, il nuovo appuntamento è fissato per il 30.