Le proteste studentesche che da settimane stanno attraversando la Francia iniziano a trovare eco anche in Italia. A Roma e in altre città gli studenti guardano alle mobilitazioni d’Oltralpe come a un possibile modello di organizzazione e partecipazione, rilanciando la protesta contro le condizioni della scuola pubblica, il caro libri e le difficoltà legate al diritto allo studio. La Rete degli Studenti Medi del Lazio invita a una mobilitazione capillare negli istituti della regione.
Secondo la Rete degli Studenti Medi del Lazio, le criticità vissute dagli studenti italiani e francesi presentano diversi punti in comune: sottofinanziamento della scuola pubblica, strutture scolastiche inadeguate e un costo della vita che incide sempre di più sulle famiglie, dai trasporti al materiale didattico.
La protesta italiana guarda quindi a quella francese, dove le mobilitazioni hanno coinvolto centinaia di istituti. La Tecnica della Scuola ha raccontato nelle ultime settimane le manifestazioni degli studenti francesi, nate anche dalla denuncia di edifici degradati, classi affollate, carenza di docenti e necessità di maggiori investimenti nella scuola pubblica.
“Quello che accade in Francia dimostra che quando gli studenti si organizzano con determinazione i risultati arrivano”, dichiara Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. “Viviamo in un Paese dove studiare sta diventando un lusso per poche famiglie. È ora di prendere esempio dalle piazze francesi, occupiamo le nostre scuole e mobilitiamoci nelle piazze”.
Il disagio, spiegano gli studenti, riguarda anche il costo dei libri e più in generale le difficoltà economiche che rendono sempre più complesso affrontare il percorso scolastico. Nelle mobilitazioni romane lo slogan scelto è “Les blocages”, richiamando direttamente le proteste francesi. Tra le ragioni indicate dagli studenti ci sono inoltre le classi sovraffollate, la presenza di docenti precari e il progressivo aumento del costo della vita.
La Rete degli Studenti Medi del Lazio indica ora due appuntamenti come momenti centrali del percorso di mobilitazione: la manifestazione del 17 ottobre della “Via Maestra”, a difesa della scuola pubblica e della Costituzione, e la giornata dello Sciopero Studentesco internazionale del 20 novembre, con la richiesta di maggiori investimenti sul diritto allo studio e la contestazione delle politiche di riarmo.
L’obiettivo dichiarato è trasformare la protesta in una mobilitazione organizzata, riportando al centro del dibattito le condizioni degli studenti e il futuro della scuola pubblica.