Si può dire qualcosa in silenzio? Sembra di sì, se la pratica dell’urlo viene messa a tacere, nel senso che per farsi ascoltare, in una classe primaria in modo particolare, mettere al massimo il volume della voce del docente sembra più dannoso che benefico. Perché in effetti, e i prof questo lo sanno bene, spesso sono costretti a imporre il silenzio in classe, non solo per leggere una banale comunicazione ma anche per una spiegazione e pure per portare una sorta di ordine nel brusio di cui gli alunni amano farsi avvolgere. Fino a quando è brusio e non diventa altro. Eppure, il silenzio sembra indispensabile per comunicare, anche perché è indice di attenzione e partecipazione al dialogo educativo. E allora, come fare a passare una insegnante da “maestra urlatrice” a maestra comunicatrice?
A porre questo interrogativo capitale è Elena Soprano nel libro, edito da Ancora Editrice, 15,00 Euro, “Dimmelo in silenzio. Guida pratica per lavorare in classe senza alzare la voce”.
Un manuale che bisogna leggere con attenzione e intelligenza aperta poiché l’autrice, per arrivare a tanto, come dimostra lungo le pagine narrate in prima persona in questo saggio, parte dalla musica e dalla sua esperienza strumentistica per arrivare a risultati straordinari. E inizia proprio dalla musica classica, quella in qualche modo negletta dai giovani, ma dimostrando pure che ciascun docente può ottenere uguali risultati anche senza trascorsi di “musicista”.
Fra i tanti suggerimenti, regolarmente sperimentati, Soprano fa entrare gli alunni in classe, col sottofondo di musiche tratte da Mozart, Vivaldi, Haydn e così via, le cui melodie appaiono viatico singolare per una loro predisposizione all’ascolto, insieme al cosiddetto “Cerchio sonoro”, mentre spiega i benefici dell’ascolto: emotivi, cognitivi, fisiologici con le relative implicazioni didattiche.
L’autrice inoltre, ad ogni fine capitolo, dà sapienti ragguagli sulle bibliografie da consultare affinché la/il collega non si smarrisca e per segnalare pure che le metodologie adottate non nascono solo da esperimenti ma da studi seri. E dunque suggerimenti pratici per docenti e genitori, insieme a tutte le indicazioni possibili per approfondire, mentre non mancano le esperienze con gli animali e pure sistemi per imparare a respirare, considerato appunto che la parola e la sua modulazione ha a che fare proprio col respiro e dunque con la intonazione della voce
Una guida insomma utilissima, certamente per docenti, ma anche importante per genitori, le cui grida, forse più gravosi di quelli dei figli, talvolta feriscono persino la pace dei vicini.
Scrive l’autrice: “Il silenzio è un mistero che si fa luogo di accoglienza dove possiamo incontrare noi stessi e gli altri, rigenerare la nostra energia interiore sviluppando attenzione ed empatia”.