“Sei pronto per andare a scuola?”, “Sei felice di iniziare oggi?”, “Com’è andato il primo giorno di scuola?”; i social, in questi giorni, sono pieni zeppi di video che iniziano così, con genitori che pronunciano queste parole mentre inquadrano i loro figli, che di solito rispondono in maniera imbarazzata o svogliata, quando rispondono.
Questi video pullulano sui social: in questi giorni sono soprattutto gli influencer, i personaggi famosi, i cui figli sono iscritti in scuole private o internazionali, che iniziano le lezioni in anticipo rispetto a quelle pubbliche, a essere autori di questi video.
Queste immagini sono alquanto tristi: i bambini stanno vivendo un momento importante, decisivo, in cui magari vorrebbero avere il supporto a tutto tondo dei propri genitori, e non essere sbattuti sui social. I genitori, facendo così, sembrano più interessati ai like, a farsi vedere, più che a vivere un momento così importante con i loro bambini.
Sembra quasi una moda: gli influencer in qualche modo stabiliscono uno standard che poi viene seguito dalle “persone comuni”. Probabilmente nei prossimi giorni i social pulluleranno di reel e storie che seguono questo “trend”.
Ma nessuno pensa ai pericoli dello sharenting? Si tratta di un tema a cui abbiamo riservato molto spazio. Il nostro collaboratore Dario De Santis, storico della scienza, ha realizzato un reel per sensibilizzare sui pericoli dello sharenting che è stato visto da più di due milioni di persone.
Come ricorda Wired, i disegni di legge sul tema depositati alla Camera dei deputati sono quattro, mentre tre sono al Senato (stessi testi di tre delle quattro depositate alla Camera). A giugno 2024 la Commissione IX Trasporti di Montecitorio ha avviato l’esame del cosiddetto ddl baby influencer-sharenting (numero 1771), di cui la prima firmataria è stata la deputata Gilda Sportiello del Movimento 5 Stelle, che è uno dei tre ddl depositati in entrambe le camere.
A quell’esame è stato deciso di abbinare alla discussione anche altre tre proposte di legge: una presentata recentemente da Matteo Richetti di Azione (numero 1217) solo alla Camera, un’altra da Angelo Bonelli dei Verdi (1800) e l’ultima bipartisan con Marianna Madia del Partito democratico (1863) come prima firmataria alla Camera e Lavinia Mennuni (FdI) al Senato.