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21.09.2026
Aggiornato alle 11:23

Docente accoltellata da uno studente: “Sono di destra, non fascista. Ho chiuso i social perché sono stata violentata psicologicamente”

Tre giorni dopo l’aggressione di Centocelle, la docente accoltellata da un alunno di 13 anni torna a parlare: racconta il contatto con i genitori del ragazzo, gli attacchi ricevuti per le sue idee sulla remigrazione e la chiusura dei profili social. Intanto il ministro Valditara annuncia che premierà lo studente che l’ha salvata.

Cosa è successo

Venerdì 18 settembre, alla scuola «Giovanni Verga» di Roma, un alunno di terza media ha spruzzato spray urticante in faccia alla professoressa di 66 anni, all’ultimo anno prima della pensione, e l’ha colpita con un coltello da sub di circa 20 centimetri. Il ragazzo, che doveva recuperare un debito, indossava un caschetto con il cellulare fissato come una GoPro ed era in videochiamata su Telegram. Qualche ora prima aveva postato su TikTok la scritta «-5 hours». A fermarlo è stato un compagno di origini congolesi. I carabinieri indagano su una possibile rete suprematista, mentre il Tribunale per i minorenni valuta misure rieducative: essendo under 14, il ragazzo non è punibile.

Le parole della docente

Al Corriere della Sera la docente ha raccontato che i genitori del ragazzo le hanno scritto un’e-mail per scusarsi e dirle di esserle vicini. Ha ribadito di averlo perdonato, ma con un enorme “ma”: il giovane ha “un grave malessere” e va aiutato. Sulle critiche per le sue posizioni, che l’hanno portata a chiudere i social, ha detto: “Sono stata massacrata in un modo spietato”. Sull’etichetta di fascista ha detto: “Il punto è essere di destra, non fascista”. Sulla remigrazione ha spiegato: “Mi hanno violentata psicologicamente”. Con il termine, ha precisato, intende soltanto chi arriva in modo irregolare e “viene solo a delinquere”, senza riferimenti a deportazioni. Le sue idee, ha aggiunto, non hanno mai influito sul lavoro in classe: “La mia posizione non prevede sovranismo o difesa della razza. In classe in 40 anni ho avuto ragazzi di tutto il mondo, di ogni etnia. Ho sempre avuto con tutti un rapporto amorevole, di profonda vicinanza. Non credo nella repressione, nella mia carriera non ho mai messo una nota”.

Le parole di Valditara

A margine del raduno della Lega a Pontida, il ministro ha annunciato: “Lo inviterò al Ministero e lo premieremo“, definendo il gesto molto bello e prova che ci si può comportare con civismo indipendentemente da dove si è nati. Al Messaggero ha indicato attenzione delle famiglie, educazione al rispetto, docenti autorevoli, limiti d’età sui social e, dove è necessario, metal detector. Ha ricordato che da febbraio a maggio 2026 i controlli sono stati 2.828 in 276 scuole, con il sequestro di alcune decine di armi. Ha inoltre giudicato giusta la decisione Ue di vietare i social ai minori di 13 anni e invocato una “grande alleanza tra scuola e genitori” contro la violenza.

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