Lunedì a Firenze, dove è arrivato per il Festival delle Regioni, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha incontrato un gruppo di studenti mentre in piazza era in corso la manifestazione indetta contro di lui da studenti e professori. “Ci credo fortemente”, ha detto sulla collaborazione tra politica e studenti, che però “non passa dalle piazze, ma dalle istituzioni”.
Come riportato dal Corriere, il confronto era previsto in una delle cupole trasparenti allestite in piazza del Duomo, ma per ragioni di sicurezza si è svolto a Palazzo Medici Riccardi, a porte chiuse, con un piccolo gruppo di studenti. L’incontro, nell’ambito di Scuola Futura, la piattaforma di partecipazione creata dal ministero, è stato trasmesso in streaming dalla sala Luca Giordano della Città metropolitana. Le studentesse hanno avanzato proposte: più collegamenti tra scuola e imprese, scuole come centri di monitoraggio della dispersione idrica degli acquedotti, e l’idea del futuro della scuola come “un foglio bianco”. Presente anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che ha attribuito l’iniziativa al ministro e ha parlato di una “generazione di proposte, non di proteste”.
Il ministro si è detto “compiaciuto” dalle proposte, “testimonianza della bellezza della scuola italiana”, definendo “straordinaria” quella sul monitoraggio idrico. Sulle proteste ha osservato che ce ne sono “alcune legittime, altre meno”. Il dialogo, ha aggiunto, ha sempre caratterizzato “l’azione dei veri rappresentanti del mondo studentesco”, cioè le Consulte studentesche, un modo “molto democratico e molto costruttivo” di affrontare i problemi. Le Consulte sono gli unici “rappresentanti legittimi” e “già in questo decreto scuola saranno ulteriormente valorizzate”. Sull’edilizia scolastica ha preso l’impegno a garantire sempre più risorse, ricordando i 10 miliardi del Pnrr e oltre 5 miliardi di risorse nazionali investiti dal 2022, contro i sei miliardi del periodo 2011-2022. All’uscita, in una dichiarazione spontanea alla stampa, ha detto: “Le classi pollaio praticamente non esistono più”.