Il cantante Pupo, nome d’arte di Enzo Ghinazzi, ha affrontato oggi, 18 giugno, la prima prova scritta della Maturità 2026.
Il cantante 70enne lo ha rivelato ieri ai microfoni de Il Corriere della Sera. “Prontissimo. Oggi l’ultimo ripasso. E domattina alle 7.45 sarò in aula, a Roma”, aveva annunciato. Pupo punta al diploma al Liceo delle Scienze umane, indirizzo economico sociale.
Ma quale traccia ha scelto? La risposta l’ha fornita il quotidiano La Repubblica. È stato il primo a consegnare e ha scelto la traccia B1, quella sulla democrazia. Ecco le sue parole: “La democrazia di oggi non è quella in cui credo. Vannacci? È una brava persona. Mi preparo a scendere in politica? Dovrei prima laurearmi, ora direi di no”.
Pupo, collezionista di penne, si era presentato con una Montblanc: “Mi piace il bello e il lusso”. Ma la penna ha smesso improvvisamente di funzionare. “A quel punto ho dovuto chiederne una da pochi centesimi a uno studente”, conclude lui.
Il cantante, poi, come riporta Il Corriere della Sera, si è lasciato andare ad un momento divertente: dopo la prova ha intonato “Sarà perché ti amo” insieme ad una docente.
“Forse temono che sia un ritardatario e mi hanno convocato prima. Con lo scritto di italiano non dovrei avere problemi. Su D’Annunzio e Pirandello vado forte, un po’ meno con Calvino e Montale. Mi piacciono le sfide. E poi vorrei fare un regalo al mio babbo che non c’è più e alla mia mamma che se n’è andata un mese fa. Ci tenevano tanto. Lui era postino, aveva fatto la quinta elementare, sognava il figlio laureato, mi voleva avvocato”, questa la motivazione che lo spinge.
Pupo ha lasciato la scuola a sedici anni: “Feci un anno di Ragioneria e fui rimandato in tre materie. Passai allo Scientifico. Ero discolo, divertivo i compagni con le imitazioni dei professori. Ancora oggi mi invitano alle rimpatriate. Inoltre già cantavo nei club e nelle balere, scrivevo le prime canzoncine, tornavo a casa di notte, la mattina svegliarsi era dura”.
“Mi sono messo sotto. Ho fatto per due volte due anni in uno. Non vanto una cultura raffinata, però sono appassionato di filosofia, letteratura, arte. Ho un’infarinatura di tutto. Ho frequentato un istituto privato di Arezzo, lezioni singole una o due volte alla settimana. E come tutti i privatisti ho dovuto sostenere un esame preliminare. Mi contento di 80. Mi presenterò in doppiopetto blu, camicia bianca, occhialini, al polso Rolex e nel taschino una Montblanc della mia collezione”.
“Non voglio trattamenti di favore. Già all’esame preliminare i prof mi hanno chiesto delle foto insieme, ma sono stati severi come con gli altri. Se non dovessi passare resterei deluso, però lo accetterei. Tanti colleghi hanno ricevuto la laurea honoris causa, potrei trovarmi anche io un’università disponibile, però così non vale. Magari spero che mi interroghi una signora, chissà che non si sia innamorata con ‘Su di noi'”.
Se qualche studente gli chiedesse un aiutino? “Glielo darei, attento a non farmi beccare”, questa la sua risposta. Se passerà l’esame? “Gli faccio pure un concerto in classe, a cappella”. E dopo la maturità? “Voglio prendere la laurea in Scienze della comunicazione. In tre anni dovrei farcela. Preparatevi al dottor Pupo”.