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24.03.2026

Referendum giustizia, cosa hanno votato i docenti? Studenti convinti: il 63,6% ha scelto il “No”

Ieri, 23 marzo, sono stati resi noti i risultati del referendum sulla giustizia: a trionfare è stato il “No“, quindi la riforma voluta dal Governo Meloni sulla separazione delle carriere non vedrà, almeno per il momento, la luce.

Secondo i dati di Eligendo, il “No” si è attestato al 53,74%, il “Sì” al 46,26%. Ma come hanno votato gli italiani? E, soprattutto, gli insegnanti? Secondo stime Ipsos Doxa, riportate da Il Corriere della Sera, basate sull’elaborazione di seimila interviste condotte dal 12 febbraio al 18 marzo, tra i docenti ha prevalso il “No”.

I dati

Il comportamento di voto degli italiani cambia molto in base alla posizione sociale e professionale. I dati collocano i docenti in una posizione piuttosto vicina alla media nazionale, ma con una partecipazione al voto leggermente più alta rispetto ad altre categorie, soprattutto se confrontata con i disoccupati, le persone inattive e alcune fasce economicamente più fragili, dove l’astensione supera spesso il 50%.

I docenti hanno votato per il 46,5% per il “Sì” e per il 53,5%. Molto diverso invece il comportamento degli studenti: votano “Sì” solo nel 36,4% dei casi, votano “No” nel 63,6%, ma soprattutto sono tra quelli che si astengono di meno (26,3%). In altre parole, gli studenti partecipano più della media ma votano in modo molto più netto, mentre i docenti partecipano abbastanza e si dividono quasi a metà, rispecchiando le incertezze del Paese.

Le reazioni politiche

“Rispettiamo la decisione degli italiani e andremo avanti”, queste le prime parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Lo ha scritto il leader del M5s Giuseppe Conte su X.

“Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa”, queste le parole dell’ex premier Matteo Renzi.

Le parole degli studenti

“Una giornata storica quella di oggi: il ‘NO’ ha vinto. Dopo mesi di mobilitazione, partecipazione e confronto, il risultato referendario segna una chiara presa di posizione da parte della cittadinanza in difesa dell’assetto costituzionale e democratico del Paese. Questa vittoria dimostra che le giovani generazioni non sono indifferenti e non restano a guardare – dichiara Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi – abbiamo difeso con determinazione la democrazia e l’indipendenza della magistratura, respingendo un tentativo di stravolgimento dell’equilibrio costituzionale.”

“Nonostante gli ostacoli, dalla negazione del voto fuori sede alla mancanza di attenzione verso i giovani, abbiamo risposto mobilitandoci – afferma Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – oggi il risultato è chiaro: chi ha votato NO ha scelto di difendere la democrazia.”

“I problemi della giustizia restano quelli concreti: il precariato, i tempi dei processi e le condizioni delle carceri – continua Verdecchia – è su questi temi che serve intervenire, non su riforme che rischiano di compromettere l’autonomia della magistratura.”

“Non abbiamo chinato la testa e non lo faremo in futuro – conclude Bruscella – questa vittoria è di tutte e tutti coloro che credono nella Costituzione, nella partecipazione e nella democrazia. Oggi festeggiamo, ma da domani continuiamo a costruire il Paese che vogliamo”.

Valditara e la par condicio a scuola

A due giorni dal referendum sulla giustizia, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato a parlare di propaganda a scuola, puntando il dito sugli eventuali docenti o dirigenti scolastici che abbiano assunto atteggiamenti di parte rispetto alla risposta da dare al quesito referendario del 22 e 23 marzo.

Il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha fatto sapere – durante un intervento su Rete 4 – che “gli Uffici scolastici regionali hanno accertato le segnalazioni pervenute di una propaganda a senso unico in alcune scuole” durante la campagna per il referendum che dovrebbe mutare l’organizzazione di fondo dei giudici italiani.

Quindi, Valditara ha ribadito che “laddove fossero state individuate violazioni alla direttiva che ho dato” sul dovere di rispetto della par condicio, “gli Uffici scolastici regionali presumibilmente avvieranno procedimenti disciplinari”.

Infine, il Ministro ha detto di sperare “che nelle ore di educazione civica si affrontino queste problematiche”, per poi però ribadire che “non è consentito fare propaganda a favore dell’una o dell’altra parte”.

Solo poche ore prima, lo stesso titolare del Mim aveva detto che l’amministrazione scolastica aveva annunciato “alcune segnalazioni di dibattiti orientati solo in una certa direzione le segnalazioni sono tutte a favore del ‘no’ al referendum sulla giustizia e quindi la direttiva che ho dato è che va benissimo il dibattito nelle scuole ma ci deve essere par condicio, equilibrio tra le parti, la scuola non è luogo di indottrinamento, è pagata da tutti gli italiani”, ha ribadito Valditara.

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