Le scuole devono accompagnare gli studenti nella scelta del percorso lavorativo. La laurea, invece, non è più l’unica strada per costruire il proprio futuro. È la visione del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, che sembra deciso a rimettere al centro la formazione tecnica e a superare un modello che, per decenni, ha privilegiato quasi esclusivamente il percorso universitario.
“L’università non è l’unica via per il successo, anzi“, ha detto Burnham, citato da La Repubblica, che riporta a sua volta dichiarazioni del Guardian. “Per troppo tempo, in questo Paese, agli studenti è stato detto che per avere successo e ottenere rispetto bisognava seguire il percorso accademico. Invece, bisogna attribuire al casco da cantiere lo stesso valore del tocco di laurea”.
Secondo il premier, oggi molte lauree non garantiscono più l’accesso al lavoro per cui si è studiato, mentre cresce la richiesta di operai specializzati e di professionisti con competenze pratiche. Per questo il governo punta a valorizzare i percorsi tecnici, mettendoli sullo stesso piano di quelli accademici. Una svolta rispetto al passato, in particolare rispetto all’esperienza del predecessore Tony Blair.
“Le scuole di tutta l’Inghilterra dovranno adattare i propri programmi scolastici alle esigenze delle imprese locali“, scrive ancora Repubblica, riassumendo il pensiero del neo-premier, “nell’ambito di un piano di decentramento dei poteri volto ad affrontare la crisi occupazionale che colpisce i giovani“. Un vero e proprio cambio di passo, insomma, da valutare nel medio-lungo periodo.