Uno studio condotto su oltre 3,4 milioni di alunni rivela che le temperature elevate incidono negativamente sui risultati delle prove Invalsi. L’assenza di sistemi di raffrescamento nelle scuole rischia di ampliare le disuguaglianze educative.
Se ne parla sulla testata on line Lavoce.info in un saggio curato di un gruppo di ricercatori e studiosi (Paolo Brunori, Emanuele Fedeli, Ilaria Lopresti, Giacomo Negrisolo, Moris Triventi e Annaelena Valentini)
L’aumento delle temperature non rappresenta soltanto una sfida ambientale e sanitaria, ma sta diventando anche un problema per il sistema scolastico. Secondo una ricerca condotta su oltre 3,4 milioni di studenti italiani della scuola primaria, il caldo accumulato nei mesi precedenti alle prove Invalsi è associato a un calo significativo dei risultati in italiano e matematica, con effetti particolarmente marcati tra gli alunni provenienti dai contesti più fragili.
Il fenomeno si inserisce in un quadro climatico sempre più preoccupante. I dati del servizio europeo Copernicus confermano infatti che l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente, con un ritmo superiore al doppio della media globale registrata dagli anni Ottanta. L’area mediterranea, e quindi anche l’Italia, è tra le zone maggiormente esposte alle ondate di calore sempre più frequenti e intense.
L’analisi, che prende in esame i punteggi delle prove Invalsi di matematica e italiano degli studenti di quinta elementare tra gli anni scolastici 2012-2013 e 2018-2019, evidenzia che ogni giornata caratterizzata da temperature elevate nei mesi precedenti agli esami riduce il rendimento scolastico. L’effetto riscontrato in Italia risulta addirittura quattro volte superiore rispetto a quello osservato in analoghi studi condotti negli Stati Uniti. Secondo i ricercatori, affrontare un anno scolastico particolarmente caldo produce un impatto sul rendimento paragonabile a circa un quarto del divario legato al contesto socio-culturale della famiglia.
Le conseguenze, tuttavia, non sono uguali per tutti. Gli studenti che già presentano risultati scolastici più bassi subiscono le perdite maggiori, mentre tra quelli con performance elevate l’effetto tende quasi a scomparire. Lo stesso accade considerando il livello socioeconomico delle famiglie: i ragazzi provenienti da contesti più svantaggiati sono quelli che registrano i cali più consistenti, contribuendo ad ampliare le disuguaglianze educative già esistenti.
Le cause sono molteplici. Le alte temperature compromettono la concentrazione durante le lezioni, soprattutto negli edifici scolastici privi di adeguati sistemi di raffrescamento. A ciò si aggiungono le condizioni delle abitazioni, dove molti studenti vivono in case poco isolate e senza climatizzazione, rendendo difficile il riposo e lo studio anche nelle ore successive alla scuola.
Lo studio mette inoltre in evidenza una netta differenza tra gli effetti del caldo e quelli del freddo. Le basse temperature incidono in misura molto più contenuta sui risultati scolastici e non mostrano lo stesso impatto sulle disuguaglianze. Una differenza che riflette anche il diverso approccio normativo adottato negli ultimi decenni.
La legislazione italiana prevede infatti da tempo l’obbligo di impianti di riscaldamento adeguati negli edifici scolastici, mentre non esistono analoghi obblighi per il raffrescamento. Il decreto legislativo 81 del 2008 si limita infatti a raccomandare temperature interne comprese tra 24 e 27 gradi, senza imporre l’installazione di sistemi di climatizzazione.
I dati più recenti confermano questa disparità: gli impianti di riscaldamento sono presenti nel 97% dei comuni italiani, mentre le scuole dotate di sistemi di raffrescamento diffusi rappresentano appena il 10% del totale.
Secondo gli autori della ricerca, quella che in passato poteva apparire una lacuna marginale rischia oggi di trasformarsi in un problema strutturale. Con il progressivo aumento delle temperature, garantire ambienti scolastici adeguati non sarà soltanto una questione di comfort, ma un investimento necessario per tutelare il diritto allo studio e impedire che il cambiamento climatico contribuisca ad ampliare ulteriormente le disuguaglianze ed