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Renzi: “Se la scuola non riparte, il paese è fermo. Si faccia almeno la maturità in presenza”

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L’ex presidente del Consiglio e attuale leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ritorna a parlare delle ripercussioni sulla scuola per quanto riguarda l’emergenza coronavirus. Renzi scrive senza mezzi termini: “Se davvero il Governo ha deciso di ricominciare a settembre, noi accettiamo la decisione. Ma chiediamo con forza: che nel frattempo si facciano i lavori dentro le scuole. Assurdo avere le scuole vuote e i cantieri fermi per colpa dei codici Ateco o della burocrazia; che almeno i ragazzi che devono fare la Maturità la facciano a scuola. Rifiuto la logica del sei politico, il messaggio diseducativo che porta i ragazzi ad accontentarsi. Sono grato ai professori per il lavoro che stanno svolgendo ma loro sono i primi a sapere che non basta”.

“Non c’è fase due se non si chiarisce il tema della scuola. I professori fanno i miracoli ma la didattica a distanza non è la stessa cosa delle lezioni in classe. E dei rapporti tra studenti, delle esperienze che una comunità educativa può fare”, aggiunge.

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E poi: “Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, con le mascherine, facendo i test ai lavoratori. Siamo fermi da troppo tempo e gli altri paesi europei sono stati più flessibili di noi sulla produzione industriale. E allora se non riapriamo subito, interi settori dell’economia saranno distrutti dalla concorrenza degli altri Paesi, anche nostri vicini. E avremo migliaia di famiglie disperate per la perdita dei posti di lavoro. La pandemia rischia di trasformarsi in carestia”, conclude l’ex segretario del Partito Democratico.

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