L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, oggi leader di Italia Viva, ha parlato del mestiere del docente nella recente puntata del podcast One More Time, condotto da Luca Casadei.
Dopo aver parlato dell’esperienza a scuola dei suoi figli, difficile proprio a causa della popolarità del padre, l’ex Pd ha discusso in merito al lavoro della moglie, docente di lettere. “Mi commuovo quando la sento spiegare la letteratura. Io amo il suo lavoro. Ho l’impressione che amo il suo lavoro molto più di quanto lei ami il mio”, queste le sue parole.
“Amo molto che lei abbia mantenuto l’impegno di professoressa anche nei momenti in cui l’attaccavano. Era semplicemente la moglie del presidente del Consiglio e la massacravano per questo. Lei non era giusto che pagasse le conseguenze”, ha concluso.
Renzi è figlio di due docenti, e ha sposato un’insegnante. Ecco le sue parole in merito al rapporto con i genitori: “Non ho mai vissuto come un problema il fatto che i miei, entrambi docenti, non mi seguissero a scuola. Non per i compiti, non esisteva che li facessero con me. Intendo dire che non andavano a parlare con i miei docenti. Non andavano praticamente mai ai colloqui. Una volta mio padre andò perché fu convocato dal dirigente perché al liceo avevo fatto un po’ di casino. Ma non l’ho mai vissuta come una frustrazione”.
L’ex Pd ha commentato l’operato degli insegnanti dei suoi figli: “Mia moglie, insegnante, non riesce a concepirlo. Ha un approccio diverso. Con l’esperienza di poi ha ragione lei. A volte i miei figli neanche mi volevano. A volte mi è capitato di andare a fare i colloqui. L’età adolescenziale dei miei figli ha coinciso con l’impegno da presidente del Consiglio. Mi sentivo in difficoltà. I miei figli erano giudicati per il cognome. Ho grande ammirazione per loro, per come sono stati capaci di resistere. Lì è stata fondamentale mia moglie. Sono stati molto bravi gli insegnanti che hanno avuto, qualcuno un po’ meno. Ma la stragrande maggioranza li ha protetti”.