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Riaperture, Giannelli (ANP): distanziamento in classe solo se la scuola potrà decidere le quote di rientro in presenza [DIRETTA ore 16,30]

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Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), si esprime così sulla riapertura della scuola a partire dal 26 aprile: “Ci sono tante aule nel nostro paese che non sono molto spaziose e il distanziamento di un metro in molte situazioni non sarà possibile.” Lo dichiara a Rainews 24. E suggerisce che per garantire il distanziamento in classe sarebbe utile che si desse alla scuola il potere di decidere le proprie quote di rientro in presenza sulla base dello stato e della dimensione delle aule dell’istituto.

Un tema, quello della riapertura, in primis delle scuole, che è sul tavolo del confronto tra Governo e regioni, in programma oggi alle 17.

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Oggi pomeriggio, 20 aprile, alle 16:30 la diretta di Tecnica della Scuola LIVE è dedicata a questo. Protagonisti Antonello Giannelli, presidente nazionale Anp, e Cristina Costarelli, vice presidente Anp Lazio. A condurre l’incontro sarà il nostro direttore Alessandro Giuliani.

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Afferma Giannelli: “Se la scelta politica è quella di rientrare al 100%, si rientra. Però il distanziamento potrebbe non essere rispettato. Se vogliamo che il distanziamento sia rispettato allora dobbiamo concedere alla singola scuola di stabilire la percentuale di rientro”.

Il Governo sulle riaperture

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, dal canto suo, pare non voglia arretrare di un millimetro sulla scelta del rientro in presenza al 100% a partire dal 26 aprile. Una decisione che in questi giorni ha portato le organizzazioni sindacali a dire la propria, preoccupate degli effetti di una disposizione che appare tutta politica e poco fondata su azioni concrete a supporto del rientro in classe.

Da qui al 26 aprile, tuttavia, qualche soluzione potrebbe venire fuori. Il Governo pare stia lavorando alacremente sulla questione dei trasporti, sui tracciamenti, sugli ingressi scaglionati e sull’ipotesi delle lezioni all’aperto, un modello caro al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, definito scuola diffusa.

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