BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
15.04.2026
Aggiornato il 16.04.2026 alle 00:25

Riforma istituti tecnici, Frassinetti spiega perché non può essere rinviata: “Nessun docente perderà la titolarità della cattedra”

Oggi, 15 aprile la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha svolto interrogazioni a risposta immediata su questioni di competenza del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A rispondere alle domande del question time è stata la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti.

Riforma istituti tecnici, le parole di Frassinetti

La prima interrogazione ha riguardato la riforma degli istituti tecnici. Ecco la risposta di Paola Frassinetti: “Intanto ricordo che la riforma è stata voluta dal ministro Bianchi nell’ambito del Pnrr. Sarebbero state necessarie risorse per gli organici. Grazie agli interventi attuati dal Mim ribadisco che nessun docente perderà la titolarità della cattedra in conseguenza dell’attuazione della riforma. Sono garantite le cattedre interne, anche inferiori a 18 ore”.

“Preciso che dal confrontro tra Mim e sindacati è emersa una linea di intervento duplice, con da un lato la tutela degli organici e dall’altro l’avvio di un tavolo tecnico per la revisione del decreto sulle classi di concorso. Il Mim ha anche confermato che le prossime istruzioni operative saranno orientate a evitare soprannumerari”.

“Vi sarà una nuova circolare che chiarirà come usare gli spazi di flessibilità oraria. La circolare del 19 marzo dava la possibilità ai ds di ricorrere alle leve dell’autonomia per evitare esuberi, ora ciò diventa un obbligo. La quota del curricolo a disposizione delle scuole deve essere usata per prevenire situazioni di soprannumerarità. Quanto alla richiesta di rinvio della riforma, ricordo che si tratta di applicazione del Pnrr, che si inserisce negli impegni vincolanti e già assunti del Piano. L’avvio dal prossimo anno scolastico è condizione imprescindibile per l’erogazione delle relative rate”.

Cosa sta succedendo

Ricordiamo che lo scorso 10 marzo è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 19 febbraio in materia di revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici, con la relativa definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi.

Il 17 marzo, era prevista una riunione dedicata all’esame delle nuove classi di concorso, che è stata poi rinviata, segnale della necessità di ulteriori approfondimenti su un impianto normativo ancora oggetto di discussione.

Poi, il 1° aprile, lo stesso giorno della firma della parte economica del contratto scuola 2025/2027 Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief hanno proclamato con una nota congiunta lo stato di agitazione del settore scuola, per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici statali.

I contenuti della riforma

La riforma – spiega il decreto – introduce un modello didattico fondato sulla metodologia per competenze, superando la frammentazione disciplinare a favore di una progettazione interdisciplinare organizzata per Unità di Apprendimento (UdA). Gli studenti saranno chiamati a gestire “compiti di realtà”, partecipando attivamente al proprio percorso formativo per sviluppare autonomia e spirito critico.

Il profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) viene aggiornato per includere un potenziamento delle discipline STEM, lo studio trasversale dell’educazione civica e moduli dedicati allo sviluppo sostenibile.

Uno dei pilastri dell’innovazione è la creazione dei «Patti educativi 4.0». Si tratta di accordi territoriali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS Academy e imprese per condividere risorse professionali, laboratori e strumentazioni all’avanguardia.

Le aziende non vengono più considerate semplici ospiti, ma partner attivi che contribuiscono alla formazione attraverso esperienze laboratoriali condivise e affiancamento tutoriale per i docenti.

Per garantire una filiera formativa coerente, il decreto prevede meccanismi di continuità con l’istruzione terziaria, facilitando il passaggio verso le lauree professionalizzanti e i percorsi degli ITS.

La riforma spinge con decisione sull’internazionalizzazione. Dal terzo anno di corso, è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina di indirizzo tramite la metodologia CLIL. Gli istituti tecnici sono inoltre incoraggiati a promuovere stage all’estero, scambi internazionali e il conseguimento di certificazioni linguistiche per favorire la mobilità dei futuri lavoratori.

La riforma non dimentica poi l’apprendimento permanente. In via sperimentale, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) potranno erogare direttamente percorsi di istruzione tecnica di secondo livello, qualora l’offerta sul territorio sia insufficiente. Questa misura mira a rispondere con flessibilità alle esigenze di riqualificazione della popolazione adulta, integrandosi nelle reti territoriali già esistenti.

Il nuovo assetto ordinamentale, che comprende indirizzi che spaziano dal settore economico (es. Turismo, Marketing) a quello tecnologico (es. Meccatronica, Informatica, Sistema Moda), dovrebbe diventare operativo per le classi prime a partire dall’anno scolastico 2026/2027, anche in molti, tra cui Flc Cgil, auspicano uno slittamento al 2027.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate