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14.04.2026
Aggiornato alle 12:50

Rusconi (Anp Roma) contro le occupazioni studentesche: “Danni e basta. Apriamo le scuole anche al pomeriggio”

Le occupazioni studentesche tornano ogni anno, puntuali come un rito. Ma secondo Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, il problema non si risolve con le misure disciplinari: si risolve ripensando la scuola da zero. Ospite della trasmissione Uno, nessuno, 100Milan su Radio24, Rusconi ha tracciato un quadro lucido e per certi versi impietoso del sistema scolastico italiano.

Il nodo delle occupazioni: un rito che non cambia nulla

Per Rusconi, le occupazioni sono un fenomeno antico e sostanzialmente inutile: “Rappresentano un leitmotiv che dura da moltissimi anni, ma non producono alcuno dei grandi obiettivi che gli studenti si pongono e creano solamente dei danni”. Alla base, tuttavia, c’è una spinta che il presidente dell’Anp Roma legge quasi in chiave psicologica: “L’adolescenza è di per sé un periodo estremamente esuberante, caratterizzato da un desiderio intrinseco di infrangere le regole, poiché la scuola è percepita come un ambiente costretto da orari, banchi e voti. Il tentativo degli studenti è quasi psicoanalitico: infrangere queste limitazioni”.

La proposta: scuola aperta tutto il giorno, non solo al mattino

La risposta, secondo Rusconi, non può essere punitiva. “Non dobbiamo limitarci a una fotografia degli elementi negativi, ma dobbiamo aprire la scuola tutto il giorno” afferma. La sua visione è quella di una scuola che diventi “il vero centro sociale e culturale per gli studenti”: nel pomeriggio, spazio non alle materie curricolari, ma a sport, cinema, musica, danza. Un modello già diffuso in molti paesi europei, che in Italia fatica a decollare. “Nonostante le mie continue sollecitazioni ai parlamentari, mi si risponde spesso che mancano i fondi” dice. Eppure le strutture ci sarebbero: “Sono attualmente impiegate solo per un quarto della loro vita giornaliera. Quando i ragazzi escono alle 14:00, spesso non hanno punti di riferimento al di fuori del muretto, del bar o, nei casi peggiori, delle piazze dello spaccio”.

Il divario Nord-Sud e la gestione dei responsabili

C’è poi una questione geografica che Rusconi non esita a definire come una forma di democrazia incompiuta: “Mentre alcune regioni del Centro-Nord come il Trentino-Alto Adige, il Friuli e l’Emilia-Romagna sono all’avanguardia, da Roma in giù l’offerta è scarsissima”. L’obiettivo, per lui, deve essere garantire a ogni giovane le stesse opportunità “sia che nasca a Milano o Udine, sia che nasca a Cosenza o Napoli”. Sul fronte delle occupazioni, infine, Rusconi chiede un approccio preciso: “Come presidi chiediamo da anni che le forze dell’ordine individuino gli studenti responsabili, senza alcun uso della forza, per distinguere se l’atto sia stato un momento di liberazione culturale o un semplice episodio di distruzione”. Quando gli studenti vengono identificati, il preside ha l’obbligo di denunciarli. E i genitori? “Purtroppo sono ancora troppo pochi i casi in cui si arriva a una reale assunzione di responsabilità”.

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