Registrati
30.10.2026
Aggiornato alle 18:50

Sciopero 30 ottobre, oltre un milione di persone in piazza. Mim: adesione di docenti e Ata al 7,57%, i dati provvisori

Torino

Ancora proteste in tutta Italia, altro weekend di fuoco: oggi, venerdì 30 ottobre, è stato il giorno dello sciopero nazionale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB), che ha coinvolto personale del settore pubblico e di quello privato, scuola compresa.

All’iniziativa si è aggiunta quella promossa da USI-CIT, con la partecipazione di USI Educazione e USIS. Tornano in piazza anche gli studenti, nelle principali città italiane. Si parla, come annunciato da Usb, scrive La Repubblica, di circa un milione di persone in protesta in tutto il Paese.

A una prima valutazione “della entusiasmante risposta alla chiamata alla mobilitazione possiamo senz’altro dirci enormemente soddisfatti, sempre più determinati a proseguire nelle lotte contro guerra, austerity, l’attacco alla scuola, alla sanità, al diritto all’abitare, ai salari e alle pensioni”, fa sapere Usb.

Nel tardo pomeriggio a fornire i primi dati è stato direttamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito: secondo i dati provvisori, aggiornati alle ore 17 del 30 ottobre, l’adesione a livello nazionale allo sciopero dell’intera giornata di oggi si attesta al 7,57%. La rilevazione riguarda, al momento, il 54,73% delle istituzioni scolastiche.

L’attacco a Valditara

Anche stavolta ci sono state forti critiche al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Un ritratto del ministro è stato dato alle fiamme stamani a Padova da alcuni partecipanti al corteo.

Uno spezzone di corteo ha raggiunto il Mim nel tardo pomeriggio. “Noi la guerra non la vogliamo”, uno degli slogan intonati in viale Trastevere. L’ingresso del Ministero è stato presidiato dalle forze dell’ordine.

A Milano ci sono stati anche piccoli manifestanti, dai 7 ai 10 anni, affiancati dalle insegnanti e dai genitori. Ecco le parole di un bimbo, riportate da Il Corriere della Sera: “Ho 7 anni, è già la mia terza manifestazione. È bello manifestare per la pace, a scuola ne parliamo tanto. Ho portato anche la macchina fotografica”.

Le motivazioni della protesta

Il Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea ha detto la sua giorni fa: “saremo in piazza anche con la proposta 1% Equo: tassare i grandi patrimoni per redistribuire la ricchezza e finanziare la sanità e la scuola pubbliche, il diritto alla casa e i servizi per tutte e tutti. Mentre il costo della vita aumenta e salari e pensioni perdono potere d’acquisto, il governo Meloni continua a puntare sul riarmo sottraendo risorse allo Stato sociale. Noi sosteniamo una scelta opposta: mettere la ricchezza al servizio della collettività, garantire i diritti sociali e far pagare di più a chi possiede di più”.

Insieme a ADL, Clap e Sial, docenti ed ATA sciopereranno e manifesteranno con i COBAS Scuola con i seguenti obiettivi specifici: aumento di 300 euro netti mensili per docenti ed ATA nella terza tranche salariale di contratto (che deve scattare il 1 gennaio 2027) come recupero parziale di quanto perso per l’inflazione nell’ultimo decennio e per gli enormi aumenti energetici degli ultimi mesi;

  • cancellazione della riforma dei Tecnici, che taglierebbe ore di lezione, materie e migliaia di posti di lavoro, per il mantenimento del Tempo Scuola attuale;
  • ruolo unico con parità salariale e normativa, alle migliori condizioni attuali, per i docenti di ogni ordine e grado;
  • buoni-pasto per gli/le ATA, come parziale compensazione delle profonde differenze di salario e di orario con i docenti;
  • impedire che l’Autonomia differenziata, che distruggerebbe l’unità della scuola e delle altre strutture pubbliche e sociali, diventi legge:
  • aumento degli investimenti nella Scuola pubblica e riduzione della spesa militare.

Le piazze in sciopero

Ci sono state manifestazioni da Roma a Milano, da Bologna a Torino, da Firenze a Napoli e Palermo. Secondo l’USB, occorre “unire le proteste” e costruire una mobilitazione generale, per chiedere il controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni e una spesa pubblica orientata ai servizi sociali e non alle armi. Hanno risposto alla chiamata universitari, liceali, agricoltori, autotrasportatori, movimenti per la casa e centri sociali. L’attenzione sull’ordine pubblico è stata massima dopo le proteste degenerate in disordini il 17 ottobre scorso: accanto ai servizi di controllo del territorio e al dialogo con gli organizzatori viene monitorato anche il mondo virtuale, per intercettare eventuali gruppi di violenti.

Il 20 novembre sciopero della Cgil

E fa tre settimane si replica: venerdì 20 novembre lo sciopero generale è stato indetto dalla Cgil, nella giornata di mobilitazione europea delle studentesse e degli studenti.

Tra le motivazioni della protesta, hanno spiegato gli organizzatori, c’è la volontà di rimettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Aderirà anche la FLC CGIL: l’astensione per l’intera giornata riguarda il personale del comparto e dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca, degli atenei e i docenti universitari, tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. La FLC CGIL rappresenta le professionalità di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale ed educazione degli adulti.

Tra le motivazioni indicate dalla FLC CGIL c’è la richiesta di inserire in legge di Bilancio le risorse per salari adeguati al costo della vita, con i rinnovi contrattuali a partire dal triennio 2028-2030, e di costituire un fondo perequativo per le retribuzioni dei settori della conoscenza rispetto al resto della PA.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate