Si è svolto all’Aran il sesto incontro sul rinnovo del contratto parte normativa 2025/27: ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Ivana Barbacci, leader della Cisl Scuola, per capire quali sono i punti affrontati e cosa sta cambiando per i lavoratori.
La sindacalista ha spiegato che durante il confronto con la parte pubblica siamo riusciti ad introdurre “nella contrattazione, non più nel confronto, le decisioni per le posizioni economiche del personale ATA. Un altro elemento importantissimo è la mobilità dei docenti: abbiamo assunto nel Ccnl quegli aspetti che sono legati alle deroghe che sono stati ottenute nella legge e che ci ha consentito quest’anno, ad esempio, di derogare ai vincoli. Ora diventa un diritto contrattuale che nessuno ci può togliere: quello che siamo stati in grado di ottenere nella norma e che poi ha consentito ai nostri colleghi di avere i benefici delle deroghe rispetto ai vincoli triennali, oggi diventa un diritto esigibile tramite contratto. Quindi, non abbiamo più la spada di Damocle del legislatore che è intervenuto in questi anni ponendo dei paletti molto ristretti”.
Questo significa che si va verso la chiusura del Ccnl 2025/27? “La chiusura potrà esserci nel momento che mancano delle parti: non abbiamo trattato per nulla le risorse del docente incentivato, risorse che la legge assegna alla contrattazione che vogliamo gestire nel miglior modo possibile. Un’altra parte molto importante da trattare è il ridisegno delle voci e dell’articolazione del fondo del miglioramento dell’offerta formativa, che consente alle Rsu e alla contrattazione d’istituto di essere più efficace”.
Barbacci, avete da poco terminato il sesto incontro per la contrattazione all’Aran sul rinnovo del contratto parte normativa: a che punto siamo?
Oggi è stata una riunione importante, ma non decisiva: ci sono ancora degli aspetti che dal punto di vista normativo devono essere discussi. Noi abbiamo adottato un metodo in queste settimane di tavoli tecnici che sono preparatori, propedeutici; poi, al tavolo della plenaria hanno comunque prodotto degli effetti positivi. Quindi sull’articolato del contratto riguardante sia i docenti che il personale ATA abbiamo fatto passi avanti importanti significativi.
Ad esempio?
Intanto, abbiamo introdotto la nella contrattazione, non più nel confronto, le decisioni per le posizioni economiche del personale ATA. Un altro elemento importantissimo è la mobilità dei docenti: abbiamo assunto nel contratto collettivo nazionale di lavoro quegli aspetti che sono legati alle deroghe che sono stati ottenute nella legge e che ci ha consentito quest’anno, ad esempio, di derogare ai vincoli. Ora diventa un diritto contrattuale che nessuno ci può togliere. Questi sono due aspetti importanti, a cui noi tenevamo molto, e che abbiamo portato a casa. Ci sono altri aspetti altre parti che però non hanno avuto ancora l’approfondimento necessario. Ci siamo dati un altro tempo per tavoli tecnici e per rivederci, presumibilmente prima di Natale.
Questo significa che si va verso anche una chiusura?
La chiusura potrà esserci nel momento in cui tutte le cose importanti hanno trovato il loro equilibrio. Ancora mancano delle parti. Per quanto ci riguarda, non abbiamo trattato per nulla le risorse del docente incentivato: sono risorse che la legge assegna alla contrattazione, sono risorse preziose che noi vogliamo gestire nel miglior modo possibile. Questo aspetto non è stato toccato e quindi dobbiamo trattarlo. Un’altra parte molto importante è il ridisegno delle voci e dell’articolazione del fondo del miglioramento dell’offerta formativa, che consente alle Rsu e alla contrattazione d’istituto di essere più efficace.
Quindi tornando ai vincoli, questo significa che nel contratto dovrebbe esserci un punto fermo che riguarda l’assistenza ai minori e anche agli anziani?
Sì, quello che siamo stati in grado di ottenere nella norma e che poi ha consentito ai nostri colleghi di avere i benefici delle deroghe rispetto ai vincoli triennali, oggi diventa un diritto esigibile tramite contratto. Quindi, non abbiamo più la spada di Damocle del legislatore che è intervenuto in questi anni ponendo dei paletti molto ristretti: allora, il contratto a questo punto sarà davvero l’elemento che garantisce quei diritti.