In una scuola di Mestre gli studenti sono praticamente tutti stranieri, in particolare bengalesi. La situazione, a quanto pare, è complicata, anche e soprattutto a causa di differenze linguistiche e culturali. Si tratta praticamente di una zona-ghetto, visto che gli italiani sono praticamente scappati dall’istituti.
Come riporta Il Messaggero, una serie di cause ha spinto il personale Ata – tra collaboratori scolastici e amministrativi – dell’istituto comprensivo veneto a non chiedere la riconferma del posto occupato nell’anno scolastico precedente.
Nessun nuovo candidato, tra quelli appena assunti, si è fatto avanti per sceglierla. Alla fine la segreteria è di fatto rimasta vuota. L’avvio dell’anno scolastico per due scuole dell’infanzia, due primarie e una media è quindi in salita.
La nuova dirigente scolastica fresca di trasferimento, è entrata in servizio il primo settembre. “Quando sono arrivata non c’era il personale di segreteria – conferma – ho provveduto a fare le convocazioni e già da oggi prenderanno servizio i nuovi impiegati, si tratta di lavoratori con contratti a termine, mentre l’unico dipendente stabile è il Dsga, il direttore dei servizi generali e amministrativi”.
Quanto all’allontanamento degli iscritti italiani, la nuova dirigente scolastica preferisce prendersi un po’ di tempo prima di esprimersi. “Sono arrivata davvero da pochi giorni e sto ancora prendendo visione di tutta la documentazione, mi serve del tempo per prendere in mano la situazione”, dice. E sul fatto di ritrovarsi alla guida dell’istituto con moltissimi bambini di origine straniera si limita a dire “è una grande sfida, spero di fare scelte sostenibili”.
Nelle scuole dell’infanzia dell’istituto, al momento delle iscrizioni, apparivano solo tre cognomi di bambini italiani. Quasi spariti anche alla primaria con intere classi di ragazzini con cognomi riconducibili al Bangladesh o giù di lì. Nelle sei classi della scuola media, invece, dalla A alla F gli iscritti italiani sono una decina concentrati nelle prime sezioni. Pochi anche i nomi stranieri che richiamino origini dall’Est Europa o altre provenienze.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il 4 agosto, ha parlato di una proposta ai microfoni de La Verità: “È importante una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace la direttiva già prevista che fissa un limite del 30% di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche”.
In un’intervista rilasciata a Il Messaggero il ministro si è spiegato meglio: “Nelle prossime settimane invieremo una circolare che incaricherà gli uffici scolastici territoriali di distribuire d’intesa con i dirigenti scolastici i ragazzi stranieri che non conoscono sufficientemente la nostra lingua in altre classi, o in classi di scuole di prossimità”.
Valditara ha poi detto: “È importante una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace la direttiva già prevista che fissa un limite del 30% di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche. Si dovrebbe prevedere che gli uffici scolastici territoriali svolgano una azione di coordinamento al fine di distribuire gli studenti stranieri nelle varie classi e nelle scuole di vicinato per cercare di evitare una eccessiva concentrazione. È evidente che occorrono anche politiche residenziali da parte degli enti locali che contrastino il formarsi di quartieri ghetto, è ovvio infatti che non possiamo mandare uno studente a studiare a diversi chilometri di distanza. Ci stiamo lavorando”.