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Scuola, in arrivo 48.504 assunzioni ma il precariato resta: l’appello della Fensir per una riforma strutturale

Con il Decreto Ministeriale n. 137 del 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato 48.504 immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2025/2026, un intervento significativo volto a garantire il regolare avvio dell’anno scolastico e la copertura dei posti vacanti con personale stabile. Tuttavia, secondo la Fensir – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca – questa misura non basta a risolvere l’annoso problema del precariato nella scuola pubblica.

Giuseppe Favilla, segretario generale della Fensir, accoglie con favore l’azione del Ministero, ma lancia un monito:

“Bene l’assunzione di quasi 49.000 docenti di ogni ordine e grado e anche il preannunciato decreto per gli insegnanti di religione, di cui aspettiamo la lettura e l’applicazione, ma il precariato rimane una costante nel settore scuola della pubblica amministrazione. Occorrono politiche coraggiose e innovative che non siano frutto estemporaneo di investimenti di fondi ricevuti, come i PNRR, ma di un investimento organico e continuativo nel tempo con finalità a lungo termine”.

Il quadro delle assunzioni

Il decreto evidenzia che, a fronte di 52.885 posti vacanti risultanti dalle operazioni di mobilità, le effettive assunzioni possibili sono 48.504, per via della limitata consistenza delle graduatorie disponibili. I posti sono distribuiti su base regionale, con la Lombardia che guida con 11.761 assunzioni, seguita da Veneto (6.023) e Piemonte (5.129).

“Il contingente di nomine in ruolo […] è stato determinato sulla base della proiezione del numero massimo di docenti assumibili con riferimento alle procedure di reclutamento esistenti, quantificato in 48.504 unità”.

Una macchina complessa

Il sistema di reclutamento previsto dal decreto è articolato in due canali principali: 50% dei posti da concorsi per titoli ed esami, e 50% dalle graduatorie ad esaurimento (GAE). Tuttavia, le modalità operative prevedono una serie di priorità, scorrimenti e compensazioni tra graduatorie diverse. Ad esempio:

“In caso di esaurimento degli aspiranti vincitori delle procedure concorsuali […] saranno utilizzate in ordine di priorità temporale le graduatorie degli idonei, nel limite del 30 per cento dei posti a bando”.

Per i posti di sostegno, in assenza di candidati nelle graduatorie concorsuali, si attingerà eccezionalmente dalla prima fascia GPS:

“I posti di sostegno vacanti […] sono assegnati con contratto a tempo determinato […] ai docenti inclusi a pieno titolo nella prima fascia delle GPS o negli elenchi aggiuntivi”.

La stabilità che manca

Nonostante l’impegno, resta alta l’insicurezza per decine di migliaia di docenti che ogni anno lavorano con contratti temporanei, in attesa di stabilizzazione. Il meccanismo delle nomine, seppur migliorato, non riesce a garantire la continuità occupazionale per una fascia ampia di professionisti, alcuni dei quali da oltre un decennio nel precariato.

La Fensir, pur riconoscendo l’importanza delle nuove immissioni in ruolo, auspica una riforma strutturale del reclutamento che metta al centro il personale scolastico come investimento permanente dello Stato, e non come voce fluttuante in funzione dei finanziamenti straordinari.

“Il precariato va affrontato con una visione strategica, non con interventi una tantum. La scuola ha bisogno di stabilità, continuità didattica e riconoscimento del valore professionale dei suoi insegnanti”, conclude Favilla.

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