Registrati

Il buono scuola alle paritarie da 1.500 euro a famiglia? Non sono soldi sottratti all’Istruzione statale, Suor Anna Monia Alfieri spiega perchè

“La famiglia la prima responsabile dell’educazione della prole, il buono scuola viene assegnato direttamente alle famiglie. Si tratta di una misura che va a favore delle famiglie meno abbienti, contrariamente alle narrazioni consuete di chi parla insistentemente di soldi dati alle scuole dei ricchi e sottratti alla scuola statale. I fondi che, attraverso il buono scuola, arriveranno alle famiglie daranno una ventata di aria fresca a quelle scuole paritarie che, a fatica, continuano ad erogare il proprio servizio, spesso in territori economicamente e socialmente fragili”. Le parole sono di Suor Anna Monia Alfieri, Cavaliere al Merito della Repubblica e paladina degli istituti paritari.

Intervistata dall’Adnkronos, la Suora esperta di scuola è tornata a commentare la firma da parte del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al decreto interministeriale sul ‘Bonus paritarie’, con cui si dà attuazione all’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, il cui iter di adozione si concluderà a breve con la firma anche del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

A beneficiare del “Buono paritarie”, pari a fino 1.500 euro e già presente in alcune regioni, come la Lombardia, saranno gli alunni iscritti ad una scuola secondaria di primo grado paritaria o il biennio della secondaria di secondo grado, sempre paritaria.

“Con la firma del Decreto da parte dei Ministri Valditara e Giorgetti – ha detto Suor Anna Monia Alfieri – sono state definite tutte le indicazioni per le famiglie per poter beneficiare di questa importante misura. Nelle prossime ore conosceremo tutti i dettagli. Ringrazio, davvero con grande cordialità e profonda stima, i Ministri firmatari del decreto”.

Quindi, la suora ha tenuto a dire che “le scuole con rette da 20 mila euro non sorgono certo presso i territori di periferia! Ecco, il buono scuola lancia una sfida alle narrazioni ideologiche sulla scuola, perché renderà evidente l’assoluto bisogno che il nostro Paese ha di formazione, all’interno di un contesto formativo che garantisce il pluralismo educativo”.

Suor Anna Monia Alfieri, ha quindi invitato “tutte le scuole paritarie a diffondere le indicazioni che saranno fornite dal MIM, aiutando i genitori a comprendere che, attraverso la domanda del voucher, compiono un’azione di alto senso civico. Ci apprestiamo a vivere un momento epocale. Andiamo, dunque, avanti, certi di essere sulla giusta strada, quella che – ha concluso – conduce alla piena ed effettiva garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa”.


Nei giorni passati, la stessa Suora aveva dichiarato, sempre all’Adnkronos, che “i cittadini dovrebbero “pascersi della conoscenza, non della non conoscenza, per di più colpevolmente coltivata. Il pluralismo educativo è garanzia della democrazia, della libertà del pensiero: un sistema scolastico realmente pubblico, ossia basato sulla libera scelta tra scuola statale e scuola paritaria, potrebbe realmente portare grande giovamento alla nostra società. Invece no, preferiamo insistere con narrazioni false e ingannatrici”.

Quindi, sempre Suor Anna Monia Alfieri aveva ribadito che “i problemi della scuola statale non” possono essere “dovuti alle briciole erogate agli allievi della scuola paritaria. Tutt’altro! Qualora i 776.000 allievi delle scuole paritarie, che costano allo Stato euro 753.730.089, si dovessero riversare nella scuola statale, essi costerebbero ben 5,6 miliardi”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate