La diffusione dei dispositivi personali tra i preadolescenti italiani ha raggiunto livelli quasi totali, trasformando radicalmente le abitudini relazionali nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. È questo il dato centrale che emerge dal Policy Brief intitolato “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche”, pubblicato dall’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche).
Lo studio analizza i dati empirici di un campione rappresentativo di 4.750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni (Children’s Worlds – Wave 5) mettendo a confronto i loro bisogni con i recenti Piani nazionali di tutela dell’infanzia e della famiglia.
Se la presenza di computer condivisi e connessione internet casalinga è ormai pressoché universale (superiore al 95%), a mostrare una vera e propria impennata è il possesso dello smartphone personale:
A questo diffusissimo possesso dell’hardware corrisponde un’esplosione nell’accesso e nella frequenza di utilizzo delle piattaforme social:
I dati evidenziano come l’iperconnessione generi frequenti segnali di sofferenza e difficoltà di gestione tra i minori di 12 anni:
Nonostante oltre il 91% dei minori percepisca cura e protezione in famiglia, l’ingresso nel mondo digitale coincide con una sensibile flessione della qualità del dialogo domestico e sociale:
Anche le forme di prevaricazione cambiano canale: se la violenza fisica a scuola riguarda in prevalenza i maschi (17% contro 5,9%), online sono le ragazze a subire maggiormente forme di esclusione digitale (il 20,7% delle femmine riferisce di essere stata ignorata o esclusa sui social, contro il 14,3% dei maschi).
Di fronte a questi numeri, l’INAPP sollecita le istituzioni ad anticipare la soglia degli interventi di prevenzione e supporto ai 10 anni d’età, prima che la transizione verso le medie consolidi abitudini digitali compulsive.
Come sintetizzato dal Presidente dell’INAPP, Natale Forlani: “L’indagine Inapp conferma la crescita esponenziale e incontrollata dell’utilizzo degli strumenti digitali e dell’accesso ai social da parte dei minori nelle fasi preadolescenziali, con conseguenze negative di varia natura, cognitive e relazionali e con preoccupanti effetti di dipendenza cronica. Urge una presa di consapevolezza collettiva dell’entità del fenomeno e dell’esigenza di contrastarlo con un coinvolgimento organico delle istituzioni, del sistema scolastico e delle famiglie”.