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12.12.2025

Stop ai social a under 16 in Australia, in Italia nasce intergruppo al Senato con Schettini: “Sono i primi ma lo faremo tutti”

Ieri, 11 dicembre, al Senato, è nato un Intergruppo Parlamentare su social network, dipendenze digitali e uso consapevole degli smartphone, promosso dalla senatrice M5S Barbara Floridia, ex docente e oggi Presidente della Commissione Vigilanza Rai.

Divieto social under 16 in Australia, soluzione giusta?

L’obiettivo? Promuovere l’uso consapevole di smartphone e social soprattutto tra i più giovani. A partecipare, alla presentazione di ieri, anche il docente e influencer Vincenzo Schettini, voto del progetto La Fisica Che Ci Piace. Ecco le parole di Floridia, che ha parlato del caso australiano, dove sono stati vietati i social ai minori di sedici anni: “Ve lo dico subito: non c’è ancora una risposta. Non esiste una soluzione certa, univoca e definitiva ai problemi legati all’abuso di smartphone, ai social, alle dipendenze digitali che generano. In Australia hanno vietato l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. È giusto? È sbagliato? Lo scopriremo. Anzi, vi anticipo che inviterò il primo ministro australiano in Italia proprio per raccontarci questa scelta”.

“Come dicevo, ci troviamo davanti a un fenomeno così nuovo, così impattante, così imprevedibile che è indispensabile discuterne, confrontarci, parlarne seriamente. Ed è ciò che faremo nell’intergruppo che abbiamo presentato in Senato insieme a Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico e volto televisivo, che da anni si batte per un uso consapevole degli smartphone e dei social. Sì, proprio lui: lui che ai social deve molto, visto che grazie alle sue lezioni di fisica online ha raggiunto il successo. Un esempio diretto di come qualcosa di positivo possa trasformarsi in un problema se non compreso e gestito nel modo giusto”, ha aggiunto.

Schettini: “Cosa offriamo ai ragazzi in alternativa?”

Ecco le parole di Schettini, che ha risposto ad alcune critiche che gli vengono sottoposte: “Hanno iniziato loro ma lo faremo tutti. Cosa offriamo ai ragazzi in alternativa? Lo sport, l’arte, i gruppi di amici. Proprio io che sono nato sui social non dovrei parlarne? Non è vero. Quando ci si rende conto che qualcosa crea dipendenza bisogna fermarsi tutti”.

“Le mie lezioni su YouTube durano a volte un’ora. Perché per studiare serve tempo. Poi sono arrivati i social. Abbiamo perso di vista il concetto di conoscenza. Io mi sveglio e guardo il telefono e guardo il nulla. E ho 48 anni. Questa è una dipendenza.

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