Cresce di giorno in giorno il caldo torrido di fine giugno: si tratta di una tendenza climatica, con effetti anticipati rispetto al passato, che sta mettendo a dura prova gli esami orali della maturità 2026. Anche le scuole dell’infanzia accusano il colpo: è di queste ore la notizia di una maestra di una scuola dell’infanzia emiliana svenuta, e portata al pronto soccorso per soccorrerla e fare accertamenti, proprio a causa delle temperature roventi presenti nelle classi; la stessa cosa è accaduta qualche giorno prima ad un bambino di nove anni. Del resto, come si può stare in aula quando il termometro segna ben oltre i 30 gradi, con gradi di umidità alti, e nessun condizionatore d’aria installato?
Su quest’ultimo punto ricordiamo che gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 ed analizzati di recente dalla Tecnica della Scuola -, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, solo 3.966 risultano dotati di condizionatori, che corrisponde al 6,45% del totale.
A farsi sentire, in questa situazione di oggettiva difficoltà, sono anche i sindacati. Secondo Giuseppe D’Aprile, leader della Uil Scuola, “servono un piano straordinario di investimenti e l’installazione di impianti di climatizzazione in tutte le scuole italiane. Non si può agire solo in seguito alle emergenze, ciò che conta davvero è la quotidianità, dove si registrano troppo spesso episodi di questo genere”.
Il sindacalista parla, in queste ore, di “inadempienze che possono avere conseguenze gravi e pretendere un maggiore impegno per la sicurezza nelle scuole da parte di tutti gli attori coinvolti attraverso interventi organici e strutturati nel tempo”.
Ad alzare la voce, nella stessa giornata, è anche la Flc-Cgil Piemonte, che denuncia in una nota urgente al direttore dell’Ufficio scolastico regionale che gli edifici scolastici sono “strutturalmente inadeguati”, a causa del caldo, a ospitare le attività – ancora in corso – di migliaia di studentesse, studenti, docenti e personale Ata.
“Non si può considerare l’afa estiva come un’improvvisa emergenza: i cambiamenti climatici impongono una gestione strutturale e non estemporanea. Lavorare e sostenere esami con oltre 30 gradi all’interno delle aule compromette il benessere psicofisico e il diritto a condizioni di lavoro dignitose e sicure“, ha detto Serena Morando, segretaria generale Flc Cgil Piemonte.
Nella lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale, Flc Cgil Piemonte ha chiesto un incontro urgente per discutere i punti più critici: monitoraggio costante delle temperature negli edifici scolastici regionali, linee guida chiare per i dirigenti scolastici per mitigare l’impatto del caldo, e un piano straordinario di edilizia scolastica che migliori l’efficientamento energetico e la climatizzazione degli edifici che risultano in gran parte obsoleti.