Un episodio inquietante è avvenuto la sera del 25 aprile scorso nella periferia nord di Treviso, dove un giovane di 25 anni alla guida della propria auto avrebbe investito una donna in bicicletta, per poi darsi alla fuga senza prestare soccorso. Solo nei giorni successivi, grazie alla ricostruzione degli inquirenti, sarebbe emerso un dettaglio che avrebbe cambiato radicalmente la natura dell’inchiesta: la vittima, un’insegnante di 61 anni, sarebbe stata la maestra elementare del giovane, avuta come alunno circa quindici anni prima.
Secondo la ricostruzione, come riporta il Corriere, tre auto procedevano in fila lungo la strada quando la vettura che precedeva l’ultima, si sarebbe leggermente spostata verso il centro della carreggiata per superare una ciclista che pedalava nella stessa direzione. A quel punto, però, il conducente avrebbe sterzato bruscamente verso destra, centrando in pieno la donna e facendola cadere a terra, con la ruota posteriore che le avrebbe sfiorato la testa. Il guidatore si sarebbe poi allontanato senza fermarsi, mentre l’automobilista che seguiva avrebbe prestato i primi soccorsi alla vittima, rimasta ferita con diverse fratture e lesioni, senza tuttavia rischiare la vita.
Le indagini, condotte dalla Polizia stradale, avrebbero portato rapidamente all’identificazione del veicolo grazie alla dashcam montata sull’auto che seguiva, che avrebbe ripreso la targa dell’investitore. Il mezzo sarebbe risultato intestato a una famiglia nota in città, e alla guida quella sera ci sarebbe stato il figlio, uno studente universitario di 25 anni, denunciato inizialmente per lesioni colpose con l’aggravante della fuga per omessa assistenza alla vittima.
L’analisi più approfondita delle immagini, sia della dashcam sia di una telecamera privata posizionata nei pressi del luogo dell’incidente, avrebbe restituito una versione diversa dei fatti: la traiettoria del veicolo mostrerebbe un primo lieve spostamento a sinistra per superare la bicicletta, seguito da un’improvvisa sterzata a destra, compatibile con un’azione volontaria contro la ciclista. Alla luce di questi elementi, e del legame pregresso tra i due, l’accusa nei confronti del 25enne sarebbe stata aggravata da lesioni colpose a tentato omicidio. Agli inquirenti il giovane avrebbe dichiarato di non essersi accorto di aver investito la donna, versione che le immagini sembrerebbero però smentire.