Altro che patto di corresponsabilità tra genitori e docenti: sono molto frequenti gli episodi di violenza verbale o addirittura fisica che vedono mamme e papà picchiare gli insegnanti dei figli. I motivi? Una bocciatura, un rimprovero, un voto basso. I genitori non sembrano riuscire a gestire i fallimenti dei figli, dando per scontato che non siano i ragazzi a fallire, ma che sia tutto frutto di una cattiva valutazione del docente.
Insomma, si tratta di mancanza di fiducia. Automaticamente molti genitori pensano che l’insegnante abbia preso di mira il proprio figlio, mettendo la questione su un livello personale, come se fosse una sfida.
Eppure, il patto di corresponsabilità di ogni scuola parla chiaro: ricordiamo che come specificato dal Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità. Molto spesso, però, gli stessi che firmano e si impegnano a collaborare con la scuola fanno l’esatto contrario.
Nelle ultime settimane ci sono stati molti episodi di violenza sui docenti.
Solo lo scorso 20 febbraio un’insegnante, in provincia di Siracusa, è stata aggredita dal genitore di uno studente davanti all’edificio scolastico. La docente è stata trasportata in una struttura sanitaria dove le sono stati riscontrati traumi giudicati guaribili in cinque giorni.
A metà febbraio una mamma, nel napoletano, ha picchiato una docente di matematica davanti agli alunni. Solo qualche giorno prima un docente è stato schiaffeggiato in classe dal padre di un’alunna, a Foggia. A scatenare la reazione del genitore sarebbe stato un rimprovero dell’insegnante rivolto alla ragazza.
Eppure di recente c’è stata grande attenzione sul tema e sono state peraltro inasprite le pene per chi aggredisce un lavoratore della scuola.
Nel 2023 il Ministero ha annunciato di voler richiedere l’intervento dell’Avvocatura Generale dello Stato nella rappresentanza e difesa del personale della scuola, nelle sedi civili e penali.
Poi è arrivato il turno della Legge n. 25 del 4 marzo 2024. L’art. 1 prevede l’istituzione con apposito decreto di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, con compiti di monitoraggio, studio, informazione e sensibilizzazione.
L’art. 2 riguarda la promozione dell’informazione da parte del Ministero, mentre l’art. 3 istituisce la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico, che si celebra il 15 dicembre di ogni anno.
Gli articoli dal 4 al 6 intervengono sul codice penale: l’art. 4, in particolare, modifica l’art. 61 c.p. (Circostanze aggravanti comuni) inserendo il n. 11-novies con un’ulteriore circostanza aggravante comune, consistente nell’”avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola, a causa o nell’esercizio delle loro funzioni“.
Il successivo articolo 5 apporta modifiche all’art. 336 c.p. (Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale) introducendo il seguente comma: “La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso dal genitore esercente la responsabilità genitoriale o dal tutore dell’alunno nei confronti di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola“.
Infine, anche l’art. 6 introduce la medesima circostanza aggravante all’art. 341-bis c.p. con riferimento al reato di oltraggio a pubblico ufficiale: anche in questro caso “La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso dal genitore esercente la responsabilità genitoriale o dal tutore dell’alunno nei confronti di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola“.
Nel frattempo il decreto Sicurezza 2026 prevede un inasprimento delle sanzioni per le aggressioni ai presidi e ai docenti, che vengono di fatto equiparati al personale sanitario (e alle forze dell’ordine, per cui già vale).
Come riporta Italia Oggi, il decreto legge sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026, trasforma in un reato autonomo le lesioni a dirigenti e docenti e le punisce con la reclusione fino a cinque anni, se lievi, fino a dieci anni, se gravi, e fino a sedici anni, se gravissime. Il decreto, con una modifica all’articolo 380, comma 2, lettera a-ter, del codice di procedura penale, aggiunge che in caso di lesioni personali ai danni di un dirigente scolastico o a un membro del personale docente della scuola è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Ma qual è la portata di questo orribile fenomeno? Quanti sono gli insegnanti presi di mira verbalmente o fisicamente dai genitori? Ad aiutarci a fare un quadro più completo sono i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito e della Polizia di Stato.
Il capo della polizia, Vittorio Pisani, come riporta Ansa, all’evento conclusivo dell’iniziativa “Nei panni di Caino per capire e difendere le ragioni di Abele” alla scuola superiore di polizia, a Roma, a giugno 2024, ha detto che, dal gennaio 2023 al febbraio 2024, “all’interno delle scuole medie superiori ci sono stati 133 casi di aggressione fisica denunciati, con gli insegnanti che sono andati in ospedale a farsi refertare. Ben 70 di questi episodi sono stati commessi da studenti, ma è ancora più grave che l’altro numero dei casi sia stato commesso da genitori”.
Ad aprile 2024 il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a margine del congresso Anp a Roma ha parlato di aumento esponenziale delle violenze da parte dei genitori: “Per la prima volta abbiamo fatto un censimento di tutte le violenze commesse ai danni del personale della scuola e il dato drammatico è che quest’anno registriamo un aumento esponenziale delle violenze commesse dai genitori rispetto all’anno scorso quando erano soprattutto studenti”.
A dicembre 2024 c’è stato un aggiornamento da parte del MIM, che però sembra avere dati del tutto ridimensionati: come riporta Il Sole 24 Ore, secondo un monitoraggio interno al Ministero dell’Istruzione e del Merito effettuato dal Dipartimento Istruzione, nell’anno scolastico 2022/2023 sono stati 36 gli episodi di violenza avvenuti a livello nazionale all’interno dell’ambiente scolastico; 68 nel 2023/2024; e 19 nel 2024/2025 (dato aggiornato a dicembre 2024).
Secondo i dati del MIM, quindi, basati sull’anno scolastico di riferimento, nel 2023/2024 i casi sono stati 68; secondo la Polizia da gennaio 2023 a febbraio 2024, invece, solo nella secondaria superiore, ci sono stati ben 133 casi.
I dati del MIM sono stati illustrati durante la “Giornata di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico” che si è svolta a dicembre 2024 al MIM con il ministro Valditara. Com’è possibile leggere, in tutti e tre gli anni scolastici presi come riferimento, la presenza di aggressioni da parte di parenti degli alunni è alquanto massiccia.
L’anno dopo, nel 2025, con un decreto interministeriale del 4 agosto, è stato ufficialmente istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’Osservatorio è incaricato di svolgere diversi compiti. Tra questi, il monitoraggio e l’analisi delle segnalazioni di violenza o di eventi che indicano un rischio di violenza o minaccia contro il personale. Ha anche il compito di promuovere studi e analisi per formulare proposte legislative e iniziative volte a migliorare la collaborazione tra scuola, studenti e famiglie.
Inoltre, si occupa anche di promuovere corsi di formazione per il personale sulla gestione dei conflitti e la comunicazione. L’Osservatorio può operare tramite gruppi di lavoro, richiedere collaborazione agli uffici ministeriali per dati e informazioni, e deve predisporre una relazione annuale sulle attività e i risultati, trasmettendola al Ministero entro il 31 gennaio dell’anno successivo per l’invio alle Camere. Ha anche la facoltà di trasmettere proposte e suggerimenti al Ministro in qualsiasi momento.
Gli ultimi dati risalgono al dicembre 2025. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rilevato, da settembre all’ultimo mese dell’anno, 4 aggressioni, a fronte delle 21 registrate nello stesso periodo dell’anno scolastico 2024/2025 e delle 19 nello stesso periodo dell’anno scolastico 2023/2024.
Nell’anno scolastico 2024/2025 gli episodi complessivi sono stati 51, mentre sono stati 71 nel 2023/2024. Gli insegnanti sono stati colpiti, nella maggior parte dei casi, da familiari degli studenti.