La criminologa Roberta Bruzzone interviene sui social sul tema della violenza contro i docenti, definendo la scuola un ambiente ormai “in trincea”, dove il personale rischia “macchine rigate, gomme bucate o, quando va bene, perfino coltellate”. Secondo Bruzzone, alla base del fenomeno ci sarebbe un problema più profondo: la mancata gestione della frustrazione da parte di bambini e ragazzi.
La criminologa sottolinea come imparare a gestire il “no”, l’errore e le conseguenze fin da piccoli sia un passaggio fondamentale per diventare adulti capaci di funzionare nella società. “Non è che col passare del tempo, a 18 anni, la nostra corteccia prefrontale si accenda d’incanto”, spiega, “acquisendo magicamente ciò che non è stato assimilato prima”. Bruzzone precisa di non invocare “punizioni corporali”, ma ribadisce che non saper tollerare un limite equivalga a essere “sostanzialmente dei disabili sociali”.
Il video ha raccolto numerosi commenti di adesione, in particolare da parte di chi lavora nella scuola. Un’utente che si definisce educatrice scrive: “Vi assicuro che tutto quello che sta dicendo è verissimo… genitori aiutate i vostri bambini a gestire bene la frustrazione, i no aiutano a diventare un adulto intelligente”. Diversi commenti puntano il dito anche sugli adulti: c’è chi osserva che “a scuola arrivano i no… il giorno dopo arrivano i genitori in difesa dei figli, altro che superamento delle frustrazioni”, e chi ritiene che l’incapacità di gestire la frustrazione riguardi “prima i genitori e poi gli studenti”. Non manca chi propone una lettura più articolata, sostenendo la necessità di affiancare all’educazione affettiva anche “un serio canale di punizioni per chi sbaglia”, perché “senza paura della punizione i ragazzi continueranno ad agire in questo modo”.
Le parole di Bruzzone si inseriscono in un contesto di crescente allarme sulle aggressioni al personale scolastico, più volte documentato dalla Tecnica della Scuola. Un nostro sondaggio, infatti, ha rilevato che sette docenti su dieci sarebbero stati vittime di violenze da parte dei genitori, un dato confermato anche da un’altra rilevazione secondo cui il 74% degli insegnanti avrebbe subito episodi di violenza, un quarto dei quali consumati online.