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28.09.2026

Una docente: “Stipendio cresciuto meno di 200 euro in sedici anni. Niente piega, pizza fuori o pesce, ma i materiali per il sostegno li compro io”

“Ringrazio ogni giorno mia nonna per aver comprato questa casa quando ancora le famiglie ‘medie’ riuscivano a risparmiare. Non siamo poveri, figuriamoci, poveri sono alcuni dei miei alunni ai quali noi compriamo anche le matite, ma viviamo sul filo, ogni imprevisto ci fa tremare, 200 euro per aggiustare il bagno e il budget salta, ho appena speso 800 euro di libri per mia figlia e mio figlio, 13 e 16 anni, entrambi al liceo”: questo l’allarme di una docente di sostegno 52enne, ai microfoni de La Repubblica.

“Fino a dieci anni fa eravamo sereni, avevamo dei risparmi, ci permettevamo anche qualche eccezione, dei piccoli viaggi, oggi alla terza settimana i soldi sono finiti. Non c’è voce della nostra quotidianità che non sia preventivata al centesimo all’inizio di ogni mese. Eppure con i nostri stipendi statali un tempo reggevamo l’Italia”, ha aggiunto, amaramente.

Ecco la sua storia: “Sono figlia di un’insegnante che mi ha trasmesso l’orgoglio per questo mestiere, così dopo aver studiato lingue orientali e fatto diversi lavori sono tornata all’università, mi sono laureata in Scienze della Formazione, poi specializzata nel sostegno perché era proprio delle difficoltà dei più piccoli che volevo occuparmi. Non tornerei indietro, ogni piccolo progresso dei miei bambini complicati è per me una vittoria. Ma la fatica è grande, un impegno mentale e fisico sempre più usurante a contatto con disabilità gravi, genitori assenti o troppo presenti, a fronte di uno stipendio che in 16 anni è cresciuto meno di 200 euro”.

E “senza mio marito – dice – non riuscirei certamente a mantenere due figli al liceo in una città come Roma, dove i prezzi sono impazziti e per avere un visita in ospedale bisogna aspettare anche un anno”.

“Noi impoveriti e scuola più fragile”

“La nostra caduta di potere di acquisto va di pari passo alla crisi del nostro ruolo nella società, noi siamo impoveriti ma anche la scuola è sempre più fragile, pensi che i materiali per il sostegno li compriamo noi insegnanti, perché non sono previsti in nessuna voce di spesa. Ho acquistato kit di penne e matite, corsi di matematica semplificata, ho anche organizzato lezioni gratuite per le mamme straniere dei miei alunni, felici finalmente che qualcuno si occupasse di loro. Ma vi sembra giusto che in Germania un’insegnante con il mio ruolo guadagni il triplo dei nostri stipendi e in Francia almeno il doppio?”, si chiede.

I “tagli” per la docente sono all’ordine del giorno: “I tagli piccoli e grandi che ci hanno cambiato la vita? Il parrucchiere. Vede i miei capelli ribelli? Facevo la piega una volta alla settimana, erano 60 euro al mese, spesa eccessiva, adesso li lavo in casa. Tutti e quattro in pizzeria? Ottanta euro. Troppo. Ormai andiamo al ristorante soltanto ai compleanni dei figli, ma la serata pizza ce la facciamo da soli, qui, una volta alla settimana. Invece di comprare biscotti e merendine cucino montagne di pancake che poi surgelo. Per fare la spesa spendiamo tra i 150 e i 200 euro a settimana, ma ogni volta prima di uscire controllo le offerte dei supermercati e discount di zona e faccio ‘surf’ per trovare i cibi migliori al prezzo più conveniente”.

“Per Natale chiediamo card prepagate”

“Per ogni Natale o compleanno chiediamo card prepagate con le quali i ragazzi comprano scarpe, vestiti, libri, qualche biglietto di cinema e teatro. E il futuro ci fa paura. Con due figli giovani però il pessimismo resta fuori della porta. La mia sfida? Tornare a fare un viaggio tutti e quattro insieme. Prima o poi l’offerta giusta la trovo”, conclude.

Stipendi docenti, i dati

Gli ultimi dati a disposizione sugli stipendi dei docenti sono quelli di Eurydice, risalenti all’inizio di luglio, riportati da SkyTg24, relativi all’anno scolastico 2024/2025. Se si considerano i docenti a inizio carriera, si vede che gli stipendi più alti per gli insegnanti sono quelli del Lussemburgo, con 55.000 euro all’anno. In seconda posizione c’è la Svizzera, con 47.000, e in terza l’Olanda, con 39.000. L’Italia è nella seconda metà della classifica, con uno stipendio annuale che si ferma a 26.000 euro.

La situazione non cambia molto se si guarda invece agli stipendi degli insegnanti dopo 10 anni di carriera. Il Lussemburgo è sempre in testa (71.000 euro), seguito questa volta dalla Germania (63.000) e dalla Svizzera (62.000). Per arrivare all’Italia bisogna scendere ancora oltre metà classifica: qui lo stipendio è di 28.000 euro all’anno.

A livello generale, per fare alcuni confronti, dai dati si evince che, ad esempio, i docenti tedeschi partono da oltre 50.000-60.000 euro lordi per arrivare a toccare gli 80.000 euro prima della pensione, con differenze poco significative a seconda del Land.

Gli insegnanti spagnoli sono in una fascia tra i 31.000 e i 46.000 euro lordi. La media annua in Francia si attesta oltre i 34.000 euro lordi. Mentre gli insegnanti italiani, come detto, a inizio carriera guadagnano circa 25.000-27.000 euro lordi e raggiungono massimo i 43.000 euro annui dopo 35 anni di servizio.

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