Dall’inizio di settembre 2025 anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione – a seguito della pubblicazione della nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024 e della Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 – è stato introdotto il divieto di utilizzare il telefono cellulare a scuola: fanno eccezione le esercitazioni laboratoriali e alcune attività comunque autorizzate dall’istituto scolastico. Non certo gli Esami di Stato. Anzi, solo qualche giorno fa il ministero dell’Istruzione ha specificato che durante le prove d’esame, in caso di utilizzo non autorizzato dello smartphone, si procede con l’immediata esclusione da tutte le prove, così da condannare e prevenire l’utilizzo nascosto dell’intelligenza artificiale a scuola.
Cosa dice la normativa
Lo studente che infrange le regole, quindi, rischia grosso. Come è accaduto ad uno studente di La Spezia: mentre svolgeva una delle due prove scritte dell’esame di Maturità 2026 è stato scoperto con il telefonino: il ragazzo è stato sospeso e bocciato.
Del resto, le norme che disciplinano l’esame parlano chiaro: i docenti devono prima di tutto “avvertire tempestivamente i candidati che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare e ricevere fotografie e immagini, nonché apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, fatte salve le calcolatrici scientifiche elencate in una apposita nota del Miur”.
Gli studenti vanno informati
Dopo di che, la scuola informa gli studenti che è assolutamente vietato l’uso di “apparecchiature elettroniche portatili di tipo palmare o personal computer portatili di qualsiasi genere, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni wireless, o alla normale rete telefonica con qualsiasi protocollo”.
A La Spezia, dunque, sull’uso non lecito dello smartphone in classe, dopo che il ministero dell’Istruzione e del Merito non ha lasciato margini di discrezionalità alle scuole, la decisione dei quattro commissari interni e del presidente non poteva che essere quella di applicare la sanzione massima: anno da ripetere.