Registrati
11.10.2026

Valditara: il burqa umilia le donne, retaggio del più violento patriarcato che va proibito anche fuori scuola

Rimane fermo e duro il giudizio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulla presenza di donne in Italia che indossano il burqa e niqab, a scuola e non solo.

“Come si può nel nome dell’inclusione – ha detto Valditara all’Ansa al termine di un incontro a Monfalcone, in provincia di Gorizia, con dirigenti scolastici e amministrazione comunale – accettare che una donna sia una non persona? Mi facciano il piacere, quando parlano di difesa dell’uomo e della donna e non hanno invece il coraggio di affrontare quello che è il retaggio di una cultura del più violento patriarcato che sia mai stato pensato sulla faccia della terra”.

Il provvedimento di divieto a scuola è diventato legge a fine settembre, con il DL 170, lo stesso che contiene il limite del 30% di alunni stranieri per classe che non parlano l’italiano (non oltre 5mila in Italia, con appena lo 0,13% di classi coinvolte).

Proprio a Monfalcone, sono stati registrati diversi casi di studentesse che frequentano le lezioni indossando burqa e niqab. In tutta Italia la presenza di questi casi è davvero residuale: secondo delle stime prodotte dalla ‘Tecnica della Scuola’ sarebbero 500-600 le allieve straniere che, molto probabilmente, indossano il burqa nelle scuole italiane.  Tanto che in Italia la previsione è quella di una studentessa con velo completo ogni 240 classi.

Il titolare del Mim, però, va oltre. “La norma sul divieto di mascheramento – ha detto Valditara – è una norma importante dal punto di vista culturale che mi auguro possa essere estesa anche al di là della scuola, ovunque”.

“Per quanto riguarda il velo – ha continuato il ministro – abbiamo detto che la preoccupazione che è emersa è proprio quella di una frattura culturale. C’è una incomunicabilità tra bambini. La testimonianza sul campo ha smentito tutte quelle sciocchezze che ho sentito in questi giorni: ‘i bambini sono tutti amici’, ‘tutti si abbracciano, giocano insieme’. Purtroppo non è così: ci sono separazioni che discendono dalla autoghettizzazione culturale che in alcuni casi si realizza”, anche a Monfalcone o Prato, dove è consistente la presenza di comunitià orientali, in particolare cinesi.

“Quest’estate – ha riferito Valditara – ero al mare e ho visto ben due casi di signore con il niqab che entravano in acqua con quel vestito che è un cilicio medievale e che non ha nulla a che vedere con la religione, tant’è vero che in alcuni paesi islamici è vietato nelle scuole. E qui ho sentito parole invece di tolleranza nei confronti di uno strumento che discrimina la donna, che la offende e la umilia”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate