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09.04.2026
Aggiornato il 10.04.2026 alle 17:06

Valditara: “Puntiamo su un modello educativo che promuova l’empatia, in questi giorni al via corsi Indire per i docenti”

Oggi, 9 aprile, è la Giornata Nazionale dell’ascolto dei minori, istituita due anni fa. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha pubblicato un videomessaggio per parlare di questo tema.

Il discorso di Valditara

Ecco il testo del discorso da lui pronunciato: “Care ragazze e cari ragazzi, vorrei che questo non suonasse come un inizio meramente formale, ma come un messaggio forte che interpella ciascuno di voi. Il nostro Governo ha introdotto due anni fa la giornata nazionale dell’ascolto dei minori per una serie di motivi importanti, tutti riassumibili in una questione di fondo della contemporaneità: la nostra era, pur essendo quella della connessione permanente e della moltiplicazione algoritmica degli stimoli, si rivela spesso come l’era del tracollo delle relazioni.

La relazione in senso pieno, riprendendo le categorie del filosofo Martin Buber, germoglia sempre sull’asse ‘io-tu’; è un incontro tra persone e soggettività. In questo contesto, l’unica esperienza che ripristina alla radice il dialogo concreto è proprio l’ascolto. Se ammetto l’ascolto come forma di relazione autenticamente umana, sto implicitamente riconoscendo l’altro come essere unico, irripetibile e dotato di senso.

Il primo obiettivo di oggi è riconoscere ciascuno di voi come soggetto portatore di diritti, il primo dei quali è il diritto all’ascolto nei luoghi che vi riguardano: la famiglia, lo sport e, soprattutto, la scuola. Una scuola all’altezza delle sfide odierne deve essere il luogo per eccellenza dell’ascolto, fondato sulla personalizzazione della didattica e sulle nuove linee guida dell’educazione civica.

Puntiamo su un modello educativo che promuova l’empatia affettiva e relazionale, permettendo di introiettare il sentimento e la sofferenza dell’altro. Questi non sono ‘orpelli’, ma componenti decisive del rapporto tra docente e discente in cui consiste l’essenza propria dell’apprendimento. Per alimentare questa relazione, partiranno proprio in questi giorni corsi di formazione Indire per gli insegnanti, ma è fondamentale anche il vostro ruolo attivo di studenti: dovete essere protagonisti, tirando fuori il vostro vissuto e confrontandovi su ciò che deve cambiare nei vostri atteggiamenti reciproci.

L’ascolto, infatti, è sempre biunivoco e dinamico; rifiuta l’unidirezionalità. Esso si poggia sulla consapevolezza che il rispetto dei ruoli è fondamentale: per questo le azioni a tutela dell’autorevolezza dei docenti e il contrasto a bullismo e violenza rientrano perfettamente in questa logica.

Ascolto significa anche valorizzare le vostre rappresentanze studentesche, come le consulte, che sono momenti forti di democrazia e un punto di riferimento costante per il Ministero. Allo stesso tempo, è essenziale ascoltare il vostro disagio, motivo per cui abbiamo investito nell’assistenza psicologica a scuola.

Questo impegno è l’unico modo per contrastare la ‘facilità seduttiva’ del nichilismo contemporaneo e l’ipertrofia dell’io alimentata dai social network. Una società matura si basa invece sulla considerazione dell’altro e sul dialogo. Come scriveva Giovanni Verga: ‘Le parole hanno il valore che dà loro chi le ascolta'”.

L’annuncio di Valditara

In questi giorni si parla moltissimo di corsi di empatia per gli insegnanti, questione sollevata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il giorno dell’accoltellamento, da parte di uno studente tredicenne, di una insegnante in provincia di Bergamo.

Ecco cosa ha detto il ministro lo scorso 25 marzo alla trasmissione di Rete 4 “Diario del giorno“: “C’è il tema dell’educazione al rispetto, all’empatia. Stiamo avviando anche dei percorsi di formazione dei docenti su questo coinvolgendo i ragazzi. C’è il tema dell’assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e poi c’è il tema della prevenzione che non può essere trascurato”.

L’iter

Non è chiaro a cosa abbia fatto riferimento il ministro. Quello che è certo è che lo scorso 30 settembre il leghista Roberto Marti ha presentato al Senato un disegno di legge, (DDL 1664), intitolato “Disposizioni per la promozione della formazione del personale docente in materia di educazione al rispetto e alle relazioni”.

Il documento al momento è fermo: nel sito del Senato si legge che dal 22 ottobre 2025 risulta in corso di esame in commissione. Al momento è assegnato alla 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) in sede referente. Il Ddl è stato discusso per l’ultima volta lo scorso 10 marzo.

Le parole di Corlazzoli

Le parole del maestro e giornalista Alex Corlazzoli, proprio su questo, avevano fatto scalpore: “La mia vicenda personale mi ha insegnato che non servono professori ma educatori. E’ questo il nocciolo della questione. Lo provo sulla mia pelle, da maestro. Non so la storia professionale della professoressa bergamasca e non so quella umana del ragazzino, ma so che non basta più saper insegnare una disciplina: serve saper relazionarsi con questa nuova generazione, figlia di una generazione molto fragile.

Ergo, fatto salvo che l’accoltellamento è un gesto vergognoso e deprecabile, l’unico decreto utile è un investimento serio perché tutti gli insegnanti siano obbligati a frequentare corsi con educatori di strada, pedagogisti e filosofi (non ho scritto psicologi) affinché ciascun maestro e professore provi a diventare un ‘esperto di empatia’”.

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