Corsi sul rispetto per i docenti al via: oggi, 9 aprile, diventa pienamente operativo il progetto di formazione “Educazione al rispetto e alla parità di genere”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con INDIRE. L’iniziativa mira a diffondere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza attraverso un approccio organico e strutturato.
Il progetto si inserisce nel quadro delle Linee guida per l’Educazione civica e delle Indicazioni nazionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto di discriminazioni e stereotipi di genere. Al centro vi è la promozione di relazioni basate sull’empatia e sulla dignità della persona, in linea con i principi costituzionali.
I percorsi formativi, sviluppati da INDIRE con un investimento di 3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e coinvolgono l’intera comunità scolastica. È prevista anche la partecipazione attiva degli studenti, attraverso percorsi di sensibilizzazione co-progettati e iniziative di cittadinanza, finalizzate a rafforzare il senso di responsabilità sociale.
Il Piano si configura come un’azione sistemica e non episodica, orientata a generare un cambiamento culturale profondo e duraturo e a rendere la scuola un vero laboratorio di cittadinanza attiva.
“Questa iniziativa si inserisce nel percorso avviato sin dal nostro insediamento per promuovere il rispetto della persona e la parità, l’empatia affettiva e relazionale, come prescritto dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e dalle nuove Indicazioni nazionali. La scuola è il luogo in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di costruire relazioni sane e positive. Importante in questo progetto è anche il coinvolgimento attivo degli studenti. A differenza delle inutili chiacchiere dei polemisti di professione, noi per la prima volta stiamo realizzando l’educazione affettiva nelle nostre scuole”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Un contributo significativo alla fase preparatoria è arrivato dall’attività di sensibilizzazione promossa da INDIRE, anche attraverso l’indagine nazionale “Educare alla parità e al rispetto. L’indagine INDIRE tra presente e future prospettive”, che ha coinvolto oltre 4.000 istituzioni scolastiche. A supporto delle scuole è stato inoltre attivato l’ambiente pubblico “Educare alla Parità”, che raccoglie materiali informativi, risorse scaricabili e riferimenti bibliografici.
È già disponibile anche la piattaforma dedicata di INDIRE, che struttura il percorso formativo in due fasi: una prima comune, rivolta a dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, con videolezioni asincrone e moduli flessibili; una seconda personalizzata, calibrata sui diversi profili professionali e, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, anche sul livello di esperienza delle scuole. La piattaforma rappresenta inoltre uno spazio di monitoraggio, ricerca e collaborazione tra istituzioni scolastiche, favorendo la diffusione e la condivisione di buone pratiche.
In questi giorni si parla moltissimo di corsi di empatia per gli insegnanti, questione sollevata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il giorno dell’accoltellamento, da parte di uno studente tredicenne, di una insegnante in provincia di Bergamo.
Ecco cosa ha detto il ministro lo scorso 25 marzo alla trasmissione di Rete 4 “Diario del giorno“: “C’è il tema dell’educazione al rispetto, all’empatia. Stiamo avviando anche dei percorsi di formazione dei docenti su questo coinvolgendo i ragazzi. C’è il tema dell’assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e poi c’è il tema della prevenzione che non può essere trascurato”.
C’è da dire che lo scorso 30 settembre il leghista Roberto Marti ha presentato al Senato un disegno di legge, (DDL 1664), intitolato “Disposizioni per la promozione della formazione del personale docente in materia di educazione al rispetto e alle relazioni”.
Il documento al momento è fermo: nel sito del Senato si legge che dal 22 ottobre 2025 risulta in corso di esame in commissione. Al momento è assegnato alla 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) in sede referente. Il Ddl è stato discusso per l’ultima volta lo scorso 10 marzo.
Le parole del maestro e giornalista Alex Corlazzoli, proprio su questo, avevano fatto scalpore: “La mia vicenda personale mi ha insegnato che non servono professori ma educatori. E’ questo il nocciolo della questione. Lo provo sulla mia pelle, da maestro. Non so la storia professionale della professoressa bergamasca e non so quella umana del ragazzino, ma so che non basta più saper insegnare una disciplina: serve saper relazionarsi con questa nuova generazione, figlia di una generazione molto fragile.
Ergo, fatto salvo che l’accoltellamento è un gesto vergognoso e deprecabile, l’unico decreto utile è un investimento serio perché tutti gli insegnanti siano obbligati a frequentare corsi con educatori di strada, pedagogisti e filosofi (non ho scritto psicologi) affinché ciascun maestro e professore provi a diventare un ‘esperto di empatia’”.