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07.07.2026

Valutazione delle “performance” e del merito: docenti e dirigenti scolastici, almeno per ora non saranno toccati dalla nuova legge Zangrillo

Il provvedimento voluto dal Ministro della Pubblica Amministrazione Zangrillo in materia di valutazione della performance nelle pubbliche amministrazioni è ormai legge anche se per l’entrata in vigore bisogna attendere ancora il 19 luglio, 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La legge, la n. 119 del luglio, introduce modifiche importanti sia al decreti legislativo n. 150/2009 (il cosiddetto Decreto Brunetta) sia al testo unico 165/2001, focalizzandosi sul potenziamento delle capacità manageriali dei dirigenti e sulla promozione della formazione continua.

Tra le principali novità figurano il superamento di un sistema di giudizio puramente gerarchico e l’introduzione di tetti percentuali per i punteggi apicali, onde garantire criteri meritocratici più rigorosi.

Le disposizioni definiscono inoltre tempistiche stringenti per l’assegnazione degli obiettivi e trasferiscono la responsabilità del monitoraggio dai nuclei indipendenti direttamente ai dirigenti valutatori. In sintesi, la riforma mira a migliorare l’efficienza dei servizi pubblici attraverso una gestione delle risorse umane più trasparente e partecipativa.

Il provvedimento, nelle intenzioni del Goverrno, ridefinisce il sistema di valutazione della performance, valorizzando merito, competenze manageriali, formazione e coinvolgimento del personale, con criteri più oggettivi per l’attribuzione degli incentivi.
Per definire i tempi di attuazione la legge delega il Governo alla revisione degli Organismi indipendenti di valutazione, rafforzandone autonomia e funzioni di controllo. Sul versante della dirigenza pubblica, riorganizza le modalità di accesso e progressione di carriera, introducendo percorsi selettivi più strutturati e orientati alla valorizzazione delle competenze e dell’esperienza professionale.
Nulla cambia però per il reclutamento dei dirigenti scolastici il cui meccanismo, spiega la legge 119, è affidato ad una norma speciale, l’articolo 29 del TU 165.
Ancor meno il provvedimento potrebbe toccare il personale della scuola che già avrebbe potuto essere interessato dalla applicazione del decreto Brunetta che prevede percentuali fisse nella distribuzione del fondo di istituto. Ma la norma, di fatto, non è mai stata pienamente applicata.

Ed è davvero improbabile che proprio in chiusura di legislatura e quindi in piena campagna elettorale il Governo possa applicare nuove regole considerate inaccettabili dal personale e dagli stessi sindacati.

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