Tra i punti del programma presentato da Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, figura anche una proposta dedicata al mondo della scuola.
Il partito punta infatti a introdurre nelle scuole superiori moduli di educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale, pensati per far conoscere agli studenti il ruolo delle Forze armate e per orientarli verso un’eventuale carriera militare. Accanto a questa misura, il programma prevede anche la possibilità per i ragazzi di partecipare, su base volontaria, a campi e attività esterne di formazione per l’educazione militare con valenza civica.
Sul fronte digitale, il partito propone un modello di sovranità dei dati, con incentivi al cloud italiano, la copertura in fibra dei borghi e il divieto di accesso ai social sotto i 15 anni. Il programma prevede infine una pensione minima sotto i 750 euro e la priorità ai cittadini italiani nell’accesso ad alloggi e sostegni sociali.
Il programma individua nel matrimonio “l’unico istituto di coppia”, sostenendo che solo la procreazione avrebbe rilievo pubblico, e punta a difendere la vita “dal concepimento alla morte naturale”, ribadendo che l’aborto non sarebbe da considerarsi un diritto. Tra le proposte figurano il riconoscimento giuridico del concepito, sostegni economici per chi sceglie di tenere un figlio ed esenzioni fiscali progressive legate al numero dei figli. Si prevede inoltre l’introduzione di un quoziente familiare, di un “Reddito di Rinascita” per le madri e di un “Mutuo Tricolore” che azzererebbe gli interessi al terzo figlio, oltre a corsie preferenziali nei trasferimenti per i dipendenti pubblici con famiglie numerose. Per finanziare queste misure il partito ipotizza una deroga strutturale al Patto di Stabilità europeo per le spese di “riattivazione demografica”.
Sul fine vita, il partito respinge eutanasia e omicidio del consenziente, dichiarandosi favorevole alle cure palliative. In materia di difesa, il programma esclude l’aumento della spesa militare al 5% del Pil richiesto da Nato e Unione europea, respingendo anche il prestito Safe e gli interventi militari finalizzati a “esportare la democrazia”.