I giovani vivono una “tempesta perfetta”, stretti tra crisi economica, cambiamento climatico, intelligenza artificiale e social network. È la riflessione dell’attore e regista Luca Zingaretti che, in un’intervista al Corriere, affronta i temi dell’educazione, del rapporto con la tecnologia e delle sfide che le nuove generazioni si trovano ad affrontare. Secondo l’attore, il divieto di accesso ai social per gli under 16 può essere una misura utile, ma deve essere accompagnato da un progetto educativo più ampio.
Per Zingaretti i giovani crescono in un contesto profondamente diverso rispetto alle generazioni precedenti. Alla velocità dei cambiamenti si aggiungono le incertezze legate al futuro, dall’intelligenza artificiale ai social network, fino alle crisi economiche e climatiche. Una situazione che, a suo avviso, rende difficile costruire punti di riferimento stabili e richiede una maggiore attenzione da parte degli adulti e della politica. Richiamando alcuni studi consultati durante la preparazione del suo film La casa degli sguardi, l’attore sottolinea anche la diffusione di ansia e senso di inadeguatezza tra i giovani, evidenziando la necessità di comprenderli e sostenerli.
Parlando del rapporto con la tecnologia, Zingaretti di aver scelto di consegnare lo smartphone alle figlie il più tardi possibile, privilegiando il dialogo e la fiducia. Quanto al divieto dei social per gli under 16, ritiene che sia una scelta condivisibile, ma insufficiente se non accompagnata da alternative concrete. “Se leviamo lo smartphone a un ragazzo, dobbiamo chiederci cosa mettiamo al suo posto: sport, teatro, cortili, socialità reale”, osserva. Lo stesso ragionamento vale, secondo l’attore, per l’intelligenza artificiale: ai giovani vengono affidati strumenti molto potenti senza che venga loro insegnato a utilizzarli in modo consapevole.
Tra i temi affrontati anche quello dell’educazione affettiva. Zingaretti evidenzia come molti adolescenti oggi costruiscano la propria idea della sessualità attraverso la pornografia, con possibili conseguenze sul modo di vivere le relazioni. Per questo ritiene necessaria una riflessione seria sull’educazione affettiva, anche alla luce degli episodi di violenza che coinvolgono sempre più spesso i giovani. Accanto all’educazione, indica poi il valore delle passioni come fattore di protezione: sport, teatro e interessi autentici possono aiutare ragazze e ragazzi a trovare una direzione. “La passione salva la vita”, è il messaggio che dice di trasmettere alle sue figlie.