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26.03.2026

Aggredisce maestro per strada, tiktoker condannato a due anni di carcere: “Voglio fare ridere sui social”

Dopo il caso dell’accoltellamento di una docente in provincia di Bergamo di ieri, 25 marzo, ci sono novità in merito ad un altro caso di violenza contro gli insegnante. Il Re dei Maranza, il tiktoker 24enne che ha aggredito un maestro elementare per strada a Torino, è stato condannato a due anni, dopo essere stato processato per stalking e minacce.

Il pm aveva chiesto un anno e otto mesi di reclusione. Pene di un anno e di dieci mesi, invece, rispettivamente ai due complici. La procura aveva chiesto un anno per entrambi. Il procedimento riguarda l’episodio avvenuto fuori dalla scuola, alla presenza della figlia di tre anni e mezzo dell’insegnante. Lo riporta La Repubblica.

Le indagini hanno accertato che il gesto era nato da accuse, ritenute infondate, di presunti maltrattamenti ai bambini da parte dell’insegnante.

La difesa, durante la scorsa udienza, aveva chiesto la riqualificazione del reato da stalking a minacce semplici, rimettendosi al giudice per la quantificazione della pena. Era stata inoltre respinta la richiesta di perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato: secondo la giudice, gli elementi già acquisiti erano sufficienti per decidere.

Durante l’interrogatorio di garanzia, il ragazzo aveva ammesso l’episodio con la frase: “Abbiamo fatto quella roba là”, provando poi a ridimensionare: “È il mio personaggio, è quasi tutto finto. Voglio fare ridere sui social”.

Il 24enne sta già scontando oltre cinque anni di reclusione per condanne definitive per rapina, furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e sostituzione di persona. Il cumulo pene, avviato dalla procura di Rimini, è ora seguito a Torino. Sul fronte civile, il maestro e la figlia potranno chiedere un risarcimento in caso di condanna.

L’episodio

L’inchiesta a suo carico è nata dalla denuncia del docente, finito vittima di un agguato a fine ottobre orchestrato dal 24enne e la sua gang che lo hanno accusato di aver maltrattato un alunno, descritto come “il nipote” o “la nipote” di uno dei partecipanti alla spedizione punitiva. L’uomo è stato inseguito, circondato, schiaffeggiato e minacciato e l’episodio è stato filmato con lo smartphone e postato sui social, totalizzando centinaia di migliaia di visualizzazioni. 

L’arresto dopo un breve inseguimento

Il giovane, 24enne, di origini marocchine, da anni, in cerca di consenso tra i giovani nordafricani del quartiere torinese posta sui social video delle sue “imprese”. A bloccarlo, sotto casa sua, dopo un breve inseguimento, sono stati i poliziotti della Squadra mobile in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip con le accuse di minacce e diffamazione aggravata.

All’origine di tutto c’è proprio la spedizione punitiva contro un professore, affrontato da lui altri due per strada mentre era insieme alla figlia piccola: i tre gli hanno intimato, per ragioni non chiarite, di “non maltrattare i bambini”, sostenendo che aveva preso di mira una nipote del giovane (ma all’istituto non risultano iscritti alunni di origini magrebine) e accusandolo di pedofilia, aggiungendo: “La prossima volta agiremo in altra maniera”.

L’uomo ha in seguito presentato una denuncia chiedendo un risarcimento di 150mila euro. A suo sostegno era intervenuta anche la scuola con una lettera di solidarietà. Il content creator, come d’abitudine, aveva filmato tutto l’episodio e lo aveva postato sui social specificando: “Siamo andati a prendere il ‘maestro’ pedofilo che abusa i bambini a scuola”.

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