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Assunzioni piano B e C, il tormento di una docente: non farò domanda, è impossibile trasferire la famiglia

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Toccante testimonianza di una docente di sostegno della scuola primaria: “dopo notti insonni, pianti, aver trascurato la famiglia… ho maturato la decisione di non fare domanda”.

La docente, 35 anni il prossimo mese, laureta nel 2008 e con due figli piccoli, racconta alla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ del 10 agosto, i motivi della sua sofferta decisione. Maturata, spiega, dopo che per giorni sono “stata scontante con tutte le persona che mi sono vicine”.

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“Mi sono documentata – racconta – in lungo e largo. Ho incrociato i dati della GaE di tutte le province con la mia posizione. Ho conteggiato i posti residuali…Ho aspettato le FAQ del Ministero dell’Istruzione. Ho parlato in lungo e largo con chi di dovere. Ho ponderato tanto. A volte andavo di cuore, a volte di testa. Non voglio rischiare, non posso”.

Poi l’amara considerazione: “le cattedre qui (al Sud, nella Puglia in particolare ndr) ci sono, il Ministero dell’Economia semplicemente non ha utilizzato le immissioni in ruolo…”.

La docente precaria di sostegno si scaglia, infine, con chi “mescola un poì troppo spesso le carte (le regole sulle assunzioni ndr) a proprio piacimento” e nel farlo ricorda anche che “le graduatorie ad esaurimento sono provinciali…”.

Ecco l’intervista integrale della docente barese, nella quale si ritroveranno tanti insegnanti precari.

 

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