Stop ai social per i minori di quindici anni: il disegno di legge che lo prevede, depositato due anni fa, è stato “riesumato” e il suo iter sta proseguendo al Senato dopo mesi e mesi di stop.
Come riporta La Repubblica, a occuparsene è l’ottava commissione di Palazzo Madama – Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica – alle prese con quattro testi. Il principale è quello bipartisan firmato da Lavinia Mennuni (FdI) e Simona Malpezzi (Pd), relatore Claudio Fazzone, che ha una analoga proposta alla Camera firmata da Marianna Madia.
La proposta, che ha ricevuto l’ok di tutti i partiti, aveva visto la luce due anni fa e poi era stata sottoposta per un anno e mezzo a un lungo lavoro di audizioni di esperti e associazioni del settore prima di approdare, nell’ottobre scorso, in commissione. Vicina all’approvazione al Senato, si era poi arenata, salvo rispuntare ora.
Dalle parti dell’opposizione, si racconta che il nodo più ostico, per il quale la proposta aveva subito una battuta d’arresto, fosse quello legato alle big tech che controllano i social. Sull’onda degli ultimi fatti di cronaca, primo fra tutti l’accoltellamento di una docente da parte di uno studente che ha filmato il gesto, il ddl rischia di essere scavalcato dal Governo.
C’è una bozza che ricalca il testo all’esame di Camera e Senato che l’esecutivo vorrebbe fare propria, accelerando i tempi. Se ne è parlato, prima di Pasqua, in una riunione presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e alla quale hanno partecipato i ministri Valditara, Abodi, Foti e Roccella.
Il Ministro Valditara, come ha scritto il nostro collaboratore, il dirigente scolastico Aluisi Tosolini, ha in realtà dato la colpa al garante Privacy che tuttavia ha smentito con decisione sostenendo che “il nuovo testo, presentato dal Relatore il 24 settembre 2025, recepisce le indicazioni formulate dal Garante sui profili sottoposti alla sua attenzione. L’esame del provvedimento in Commissione risulta tuttavia fermo al 21 ottobre 2025, per ragioni che non risultano note all’Autorità”.
Ecco una breve analisi del ddl bipartisan depositato al Senato, il 1136.
Articolo 1 – Ambito di applicazione
La legge si applica a tutti i fornitori di servizi della società dell’informazione che operano in Italia, a prescindere da dove si trovi la loro sede legale.
Articolo 2 – Verifica dell’età (Age Verification)
Articolo 3 – Validità dei contratti
Articolo 4 – Consenso del minore
Viene abrogato il comma 1 dell’articolo 2-quinquies del Codice in materia di protezione dei dati personali (che precedentemente regolava l’età del consenso digitale).
Articolo 5 – Guadagni derivanti dalle immagini di minori (Influencer e piattaforme)
Articolo 6 – Ampliamento del numero di emergenza 114
I punti essenziali della nuova proposta discussa a Palazzo Chigi il 2 aprile nella riunione presieduta da Mantovano paiono essere i seguenti:
Ecco cosa ha detto il ministro Valditara il giorno dell’accoltellamento della docente, favorevole allo stop ai social under 15: “Bisogna fare una riflessione a 360 gradi. Innanzitutto c’è da capire come mai c’è aggressività diffusa tra i giovani. C’è l’impatto estremamente negativo dei social da considerare: sembra che anche in questo caso i social siano in qualche modo coinvolti. Noi dobbiamo intervenire, per esempio impedendo ai ragazzi sotto i 15 anni l’accesso ai social come hanno fatto altri Paesi”.
“Poi – ha sottolineato Valditara – c’è il tema dell’educazione al rispetto, all’empatia. Stiamo avviando anche dei percorsi di formazione dei docenti su questo coinvolgendo i ragazzi. C’è il tema dell’assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e poi c’è il tema della prevenzione che non può essere trascurato. Quando sento dire che quello dei coltelli a scuola non è il vero problema, dico che è comunque una cosa inaccettabile: i coltelli a scuola non si portano. Il Governo ha approvato norme molto severe su questo e su chi aggredisce insegnanti e qualche risultato lo stanno producendo: quest’anno sono più che dimezzate le aggressioni ai prof rispetto all’anno scorso”.
Oggi, 8 aprile, il ministro, al Question Time alla Camera, ha parlato di questi temi dando alcune anticipazioni: “A breve con Indire partiranno corsi per i docenti che prevedono l’insegnamento di una gestione corretta di smartphone e social media. Abbiamo posto importanza al contrasto del cyberbullismo”.
“Non solo, abbiamo inserito l’educazione al rispetto e l’educazione all’empatia nelle Indicazioni Nazionali e nelle linee guida di Educazione Civica. Il Governo ha inoltre allo studio ulteriori misure per proteggere i giovani dai rischi dei social”.