Vivono nei pressi di una scuola, e rischiano di creare pericolo per gli studenti e il personale che frequentano l’istituto. Parliamo di un branco di cinghiali selvatici, composto da diversi esemplari, che adesso dovranno essere abbattuti come prevede la legge. Accade nel comune di Ancona, dove gli animali hanno occupato una vigna e un uliveto abbandonati, e dove gli addetti ai lavori hanno posizionato le trappole, dopo che nei mesi scorsi le autorità erano state costrette a chiudere la scuola per motivi di sicurezza. A dare la notizia è Il Resto del Carlino, secondo cui le esche sono state posizionate ieri mattina, in una struttura di grandi dimensioni costituita da una rete metallica.
“L’animale entra, cerca il boccone, tocca il punto giusto ed ecco lo scatto”, scrive il quotidiano. “I perni si sganciano e le reti si chiudono. Nessuna ferita, solo cattura. Sull’ingresso è stato affisso un cartello inequivocabile: ‘Pericolo, trappola cattura cinghiali, per ragioni di sicurezza vietato l’accesso’. Un secondo avviso sulla recinzione informa che l’area è videosorvegliata. Le immagini vengono registrate per conto del Comune di Ancona dall’Urca, l’Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino, che ha in gestione anche il monitoraggio della fauna selvatica”. La cattura, prosegue la testata, era attesa già nella notte, ma per gli esperti potrebbe slittare, anche per la natura del branco, “una femmina con cuccioli”.
Quanto al loro destino, il protocollo è chiaro. “Saranno catturati e poi abbattuti, come prevede la normativa ministeriale per la prevenzione della peste suina africana“, scrive ancora Il Resto. “Una malattia che impone abbattimenti e smaltimenti controllati per evitare il contagio. L’operazione di trappolamento è stata affidata proprio all’Urca. Non è la prima volta che l’associazione lavora in area urbana per conto del Comune di Ancona. Un’ordinanza firmata a fine maggio dal sindaco Daniele Silvetti“, conclude l’articolo, “ha rinnovato l’accordo per il triennio 2023-2026 e imposto di procedere al trappolamento dei cinghiali. Tutto ‘al fine di prevenire e salvaguardare la pubblica incolumità'”.