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24.08.2026

Caldo record, un pediatra denuncia il colpo di calore del figlio a scuola: inaccettabile, ma educatrici e maestre non hanno colpe. Il 95% degli istituti ancora senza condizionatori

Quest’anno la canicola estiva ha prodotto una sofferenza generalizzata. Anche a scuola, dove in alcuni casi si sono registrati dei malori. Insegnanti e studenti, ad esempio, che hanno avuto problemi durante gli esami di maturità. Nei nidi e nelle scuole dell’Infanzia, frequentate da bambini in tenera età che assieme agli anziani soffrono più di tutti il caldo, a fine giugno alcuni Comuni, come quello di Prato, hanno deciso di lasciare attivo il servizio solo fino all’ora di pranzo: anche in questi istituti, le educatrici e le maestre si sono dovute arrangiare con i ventilatori e con le porte aperte. I condizionatori, infatti, continuano ad essere a disposizione di appena il 5 per cento delle scuole.

La proposta: le rette usiamole per installare i condizionatori

A Bologna, però, c’è chi non si è limitato a lamentarsi: il padre di un bimbo di un anno e mezzo che ha a fine giugno ha accusato un colpo di calore, ha deciso di inviare una lettera inviata al sindaco Matteo Lepore, alla giunta e a tutti i gruppi consiliari del Comune.

Il genitore, che è anche pediatra, ha annunciato l’intenzione di non pagare le rette di giugno, luglio e per dopo l’estate ha deciso di destinare il corrispettivo (oltre 500 euro al mese) direttamente al nido per l’acquisto di climatizzatori.

“Credo che questa possa rappresentare una scelta concreta, nell’interesse di tutti i bambini che frequentano la struttura”, ha scritto il papà, rilanciando l’appello affinché “da settembre 2026 i vari ambienti dei nidi siano climatizzati in modo adeguato”.

C’è tanta preoccupazione

A proposito del malore del figlio, il pediatra ricorda di non aver avuto “dubbi nel ricondurre il quadro all’esposizione a temperature eccessive all’interno della struttura”, sottolineando la “grande preoccupazione“, che ha suscitato l’evento.

Le educatrici, però, sono state assolte da qualsiasi responsabilità: “hanno riconosciuto tempestivamente il malessere evitando un possibile peggioramento”, ha scritto il genitore pediatra. Per poi concludere: “trovo sinceramente inaccettabile che un nido d’infanzia possa essere dotato di un solo impianto di climatizzazione“.

I numeri: con condizionatore solo un’aula ogni quattordici

In quella condizione, però, sono la stragrande maggioranza degli istituti scolastici italiani: Tuttoscuola ha fatto sapere che solo 2.835 edifici scolastici sono dotati di condizionatori, il 7,20% dei 39.351 finora rilevati.

Certo, negli ultimi quattro anni gli edifici scolastici dotati di questi impianti sono aumentati di oltre 1.200 unità. Ma oltre nove scuole su dieci continuano ad esserne privi.

A livello di aule, sulle 365.973 considerate per il 2024-25 se ne possono stimare appena  26.350 aule scolastiche dotate di condizionamento, contro 339.623 prive di condizionatori: in media, quindi, un’aula su quattordici ha la fortuna di mettere a disposizione di alunni e personale il refrigerio del condizionatore d’aria.

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