Oggi, 5 marzo, finalmente è stato reso noto che la Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto, sarà attivata il 9 marzo e varrà di 383 euro.
Di questo abbiamo parlato in diretta nella nostra puntata di Tecnica Risponde Live con il segretario nazionale Cisl Scuola, Attilio Varengo al termine dell’incontro, a cui lui ha partecipato, che si è svolto in video conferenza tra il MIM e i sindacati.
Il sindacalista ha confermato la scadenza della Carta Docente 2025/2026: “Nel decreto interministeriale viene scritto che le somme sono spendibili in due anni, fino al 31 agosto 2027”.
“Una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti“, si legge in una nota di oggi, 5 marzo, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, “oltre 200.000 in più rispetto allo scorso anno quando c’era già stato un incremento, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla Carta. Si dà, in questo modo e nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione professionale dei docenti, un’ulteriore risposta ad alcune sentenze che dal 2021 avevano prospettato la necessità di allargare la platea dei beneficiari“.
“Sono state ampliate, inoltre, le categorie di spesa ammissibili al fine di rafforzare le opportunità per i docenti”, prosegue il comunicato del MIM. “Accanto all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, acquisto di hardware e software, sono stati previsti, per la prima volta, anche servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali. La Carta, con il nuovo importo pari a 383 euro e le nuove modalità, sarà attivabile a partire da lunedì 9 marzo”.
“A questo importo, su volontà del Ministro Giuseppe Valditara, si aggiungono ulteriori 281 milioni, 11 milioni in più rispetto ai 270 già annunciati, da destinare alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha rotto il silenzio sulla Carta Docente con un video del 5 febbraio. “Aumentano i fondi dei servizi per la Carta Docente e aumenta anche la platea degli utilizzatori”, aveva detto il ministro. “Abbiamo infatti deciso di aggiungere ai 400 milioni che ogni anno sono destinati a finanziare la carta docente altri 270 milioni di euro tratti dai fondi europei. Inoltre, abbiamo aggiunto 253.868 utilizzatori, ovvero i precari fino al 30 giugno e il personale educativo“.
“Cerchiamo di spiegare meglio il funzionamento della nuova carta e quali sono le finalità”, aveva detto ancora il Ministro. “Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la carta docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit“.
“In questi 4 anni”, aveva aggiunto Valditara, “sono stati spesi 1 miliardo e 323 milioni di euro, utilizzati con queste finalità: il 60,5% delle risorse è stato impiegato per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer), il 28% per l’acquisto di libri e il 6% per spese di formazione. Abbiamo deciso di potenziare i servizi per la formazione: il docente potrà continuare a utilizzare la carta, ma per l’acquisto di tablet, computer o libri potrà passare dalla sua scuola. Infatti, alle scuole saranno destinati i 270 milioni di euro di fondi europei, che acquisteranno i dispositivi o i testi per darli poi in comodato ai docenti. Per queste attività aggiuntive, il personale sarà pagato in più con i fondi europei“.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.