In Cina, mentre le scuole restano chiuse per l’estate, una parte dell’istruzione continua davanti a uno schermo. Tutor basati sull’intelligenza artificiale correggono gli esercizi assegnati per le vacanze, rispondono alle domande degli studenti e costruiscono percorsi di apprendimento personalizzati, riducendo sempre più il ruolo dell’insegnamento privato tradizionale nelle famiglie cinesi.
Come spiegato da Repubblica, una telecamera legge il foglio scritto a mano dal bambino, il software individua gli errori e genera una spiegazione, formulando poi una nuova domanda per verificare che la regola sia stata compresa davvero. Il fenomeno riempie il vuoto lasciato dalla stretta imposta da Pechino nel 2021 con la politica della “doppia riduzione”, che aveva ridimensionato il settore delle lezioni private per abbassare costi e pressione sui più piccoli: oggi è l’intelligenza artificiale a occupare lo spazio lasciato libero dal doposcuola umano.
Nel 2025 in Cina sono stati venduti 5,82 milioni di dispositivi per l’apprendimento dotati di funzioni IA, quasi due milioni in più rispetto a due anni prima, con proiezioni che indicano 7,84 milioni di unità entro il 2028. Un trend che si intreccia con le politiche del governo: se a marzo Pechino ha annunciato nuove misure contro l’eccesso di compiti ed esami, ad aprile cinque organismi governativi, tra cui il ministero dell’Istruzione, hanno presentato il piano “Intelligenza artificiale + istruzione”, che punta a un’integrazione profonda tra IA e sistema educativo entro il 2030.
A maggio il ministero dell’Istruzione ha diffuso nuovi materiali per l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale lungo tutto il percorso scolastico, dalle storie illustrate delle elementari fino alle applicazioni interdisciplinari ed etiche delle superiori. Il tutor artificiale, disponibile 24 ore su 24 e capace di ripetere una spiegazione senza mai spazientirsi, presenta però un limite delicato: il confine tra aiutare uno studente a risolvere un esercizio e risolverlo direttamente al suo posto resta sottile, con il rischio di saltare proprio quel passaggio faticoso, fatto di tentativi ed errori, su cui si costruisce l’apprendimento.