Un rientro in classe carico di speranze, ma venato anche di tristezza per chi non c’è più. È la storia di Lorenzo, 15 anni, uno dei ragazzi sopravvissuti alla strage di Crans Montana, in Svizzera, dove la notte di Capodanno hanno perso la vita oltre 40 persone, in gran parte giovanissime, a causa di un incendio scoppiato in un locale. Tra le vittime, sei sono di nazionalità italiana. Tra esse c’è Sofia, compagna di classe di Lorenzo in un istituto di Como. Per lei, a differenza del ragazzo, non ci sarà nessun rientro.
“Non vedo l’ora di tornare a scuola, di rivedere i miei compagni e riprendermi un po’ della mia normalità. Ma so che lì Sofia non ci sarà, e questa sarà la cosa più dura”, ha detto Lorenzo al Messaggero. “Sono emozionato, mi manca quella quotidianità che avevo prima. Dopo tutti questi mesi poter tornare in classe per me significa riprendere in mano la mia vita. Sto studiando molto. In queste settimane faccio matematica tre volte alla settimana perché volevo arrivare preparato e non trovarmi troppo indietro“.
Lorenzo ha tracciato anche un programma per il futuro. “Vorrei studiare ingegneria aerospaziale”, ha spiegato. “È un sogno che avevo già prima e non è cambiato. Anzi, forse adesso penso ancora di più al futuro. Quello che è accaduto a Crans non voglio che mi tolga i progetti che avevo“. Certo, un po’ di prudenza sarà necessaria. “Dovrò indossare la mascherina e porterò sempre con me il concentratore di ossigeno, nel caso ne abbia bisogno. I miei polmoni non sono ancora tornati come prima”.
Infine, il giovane ha dato conto di una visita fatta a Crans, per ricordare i compagni scomparsi nella tragedia di Capodanno. “Siamo stati lì una decina di giorni, dal 4 al 15 agosto, con il solito gruppo”, ha raccontato. “È stato pesante, però sentivo che dovevo farlo. Avevo bisogno di rivedere quel posto con i miei occhi”. Nessun commento, invece, sull’aspetto giudiziario della vicenda. “In questo momento sono concentrato sul mio recupero, sulla scuola e sul tornare alla mia vita”.