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Prima Ora - Notizie del 27 luglio

27.07.2026

Crepet: “Ammiriamo Sinner e poi ai nostri figli puliamo il nasino a vent’anni. Non ci fidiamo, li andiamo a prendere a scuola come pacchi”

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è tornato all’attacco: in una intervista a La Repubblica, all’interno della rubrica “Qualcosa di personale“, condotta da Giulia Santerini si è scagliato contro i giovani di oggi e più nel dettaglio contro i genitori che li tengono nella “bambagia”.

Andiamo verso una monarchia digitale?

“Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?”, queste le sue domande provocatorie.

“Possibile che sbracati sul divano ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20!? Ai ragazzi bisogna dare degli esempi. Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani. Non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon. A proposito. Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni”, ha insistito.

Poi, sul divieto di social o cellulari ai minori di 16 o 14 anni: “Va vietata la stupidità, la ripetitività. Avanti così e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro”, ha concluso Crepet.

La battaglia di Valditara

Vietare i social ai minori di quindici anni: questo il mantra che ripete da qualche mese il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ribadito ai microfoni de Il Corriere della Sera nel corso della prima puntata della video inchiesta in cinque puntate sul lato oscuro di social e smartphone. “Blackout“.

“Dobbiamo sempre controllare il telefono, è una dipendenza. Dobbiamo disintossicare i nostri giovani. Siamo partiti nel 2022, all’epoca eravamo tra i primi, abbiamo vietato i telefoni nel primo ciclo e poi anche alle superiori. I dati sono interessanti, solo lo 0,6% delle scuole non ha introdotto il divieto”.

“Abbiamo inserito nelle Nuove Indicazioni Nazionali l’educazione all’uso corretto del cellulare, ai rischi. Le trappole, le porcherie sul web, sono devastanti. Ci vuole una grande campagna di sensibilizzazione per le famiglie. Noi come scuola abbiamo fatto il nostro dovere, ma le famiglie? Non lasciate solo un bambino con il cellulare, prendete un bel libro e leggete una fiaba”.

“Dobbiamo cambiare l’animo dei nostri giovani. Il piano è tenere i giovani sotto i quindici anni lontani dai social e da Internet. Dobbiamo fare in fretta ad approvare il disegno di legge bipartisan, entro la fine della legislatura. Il tema è troppo urgente”.

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