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03.06.2026

Crepet: “Stop a registro elettronico e chat di classe, si aumenterebbe la responsabilità degli operatori della scuola”

Come migliorare la scuola italiana? Con poche semplici mosse, per Paolo Crepet le soluzioni sono chiare: inserire un divieto di uso dei social per i giovanissimi, abolire il registro elettronico, allontanare i genitori dalle scuole, eliminare le chat dei genitori. Insomma, molto ha a che fare con il rapporto scuola-famiglia.

Intervistato a Il Resto del Carlino lo psichiatra e sociologo ha detto: “L’istituzione Scuola ha perso ogni autorevolezza perché la Politica, e la società civile, dai tempi dei Decreti Delegati del 1974, ha spalancato le aule all’invasione delle famiglie; facendo entrare nella Scuola chi non era competente, ponendolo sullo stesso piano di docenti e dirigenti. Riconosco che l’idea originaria era mossa da buoni intenti, ma è evoluta in una follia totale. Dovremmo avere il coraggio di ammettere che è stato fatto un errore colossale”.

Le due linee da seguire secondo Crepet

Ecco cosa farebbe: “Due linee guida: vietare l’uso dei social sino al termine dell’adolescenza e ridare centralità alla scuola. Nel primo caso c’è chi dice che sia un palliativo. Ma intanto cominciamo, come già avvenuto in diversi Paesi. Nel secondo, partendo dal regolamentare in modo rigido il rapporto famiglia-scuola, personalmente farei parlare i genitori con i docenti dei figli giusto una volta all’anno; poi abolire il registro elettronico, che deresponsabilizza gli studenti fin da bambini, infine vietare tutte le chat di classe e tra genitori. Certo, tornerebbe ad aumentare la discrezionalità degli operatori della Scuola, ma anche la loro responsabilità”, ha concluso.

Registro elettronico, gli esperti sono contro

Sono molti gli esperti contro il registro elettronico: il pedagogista Daniele Novara, autore di diversi libri e fondatore e direttore del Cpp, Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, ha definito il registro fruibile on line “un indubbio elemento di malessere, uno strumento che, invece di rivolgersi direttamente agli alunni, finisce con il comunicare ai genitori”.

“Il registro elettronico – ha detto il pedagogista, fautore dell’abolizione dei voti con il docente regista non protagonista – produce una forma di accanimento familiare che non porta a niente di positivo. Spero che si torni a un atteggiamento di alleanza educativa con i genitori che non consiste in un doppio controllo sulla frequenza scolastica dei figli, ma che può essere solo una costruzione di impegni diversificati”.

Quella che risulta spesso foriera di proteste da parte dei genitori è la possibilità per le famiglie di venere a conoscenza delle valutazioni dei figli a ridosso, anche pochi secondi dopo, del loro inserimento nel registro collegato ad Internet. E questa rappresenta una possibilità che anche secondo lo psicoterapeuta Raffaele Morelli diventa spunto di conflitti.

“Il registro elettronico è una vera follia — ha detto Morelli La Repubblica all’inizio del passato anno scolastico -: i ragazzi non possono più bigiare, marinare le lezioni, assumendosene la responsabilità. I suicidi sono aumentati del 500% e gli atti di autolesionismo sono in crescita. Ma che i genitori partecipino a tutto questo è gravissimo”. Addirittura, secondo Morelli, a forza di proteggere i figli e sostenerli per farli primeggiare li “stiamo trasformando in pupazzi”.

Crepet ha spesso speso parole di condanna: “Il registro elettronico è la più grande boiata che abbiano mai potuto inventare”, perché, ha detto sempre al quotidiano romano, “la diavoleria introdotta alcuni anni fa ha privato gli alunni di sbagliare, togliendo loro qualsiasi autonomia. E rendendoli sempre più fragili”.

Lo psichiatra ritiene che l’attuale generazione di genitori sia la “peggiore della storia: accondiscendenti, senza carisma”. Pronti a difendere i figli-alunni a spada tratta, appena scorgono un voto dal registro colorato di rosso.

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