Ammontano a oltre 32,2 milioni le risorse che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, con uno specifico decreto, ha destinato alle scuole per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica attraverso azioni mirate specificamente alle aree periferiche e a rischio.
Queste risorse aggiuntive mirano al rafforzamento delle misure per contrastare l’abbandono scolastico, ponendo un’attenzione particolare agli istituti nelle aree periferiche e a maggior rischio di dispersione. A tal proposito, il Ministro Valditara ha dichiarato: “Ho voluto destinare queste ulteriori risorse al rafforzamento delle misure di contrasto alla dispersione scolastica, riservando una particolare attenzione alle scuole delle aree periferiche e delle aree a maggior rischio di dispersione. Proseguiamo le azioni di Agenda Sud e Agenda Nord a sostegno delle scuole situate nelle aree con maggiori fragilità, per promuovere attività innovative, di personalizzazione degli apprendimenti, di orientamento, di valorizzazione dei talenti e di tutoraggio, affinché nessuno studente sia lasciato indietro”.
Il decreto prevede che le risorse siano destinate in particolare alle scuole secondarie di I e II grado collocate nelle aree periferiche o più esposte al rischio di dispersione scolastica. L’obiettivo è prevenire e contrastare il rischio di abbandono in contesti dove la scuola rappresenta un presidio fondamentale ed essenziale.
Di questo ha parlato mesi fa Valditara, come riporta ItalPress, all’evento internazionale di lancio del Rapporto dell’OCSE “Education at a Glance 2025”. “La strategia italiana, basata sui dati OCSE, è finalizzata all’attuazione di un cambiamento strutturale del sistema di istruzione italiano, non solo per mantenere ed educare tutti gli studenti, ma soprattutto per sostenerli nello sviluppo del loro potenziale e dei loro talenti, per percorsi educativi e professionali di successo”.
L’Italia registra “una importante diminuzione del tasso di giovani adulti senza un diploma di scuola secondaria di secondo grado. In effetti, nel 2024 vi è stata una significativa riduzione del tasso di dispersione scolastica, scesa al 9,8%, il che permette al nostro Paese di raggiungere il target PNRR (10,2%) fissato dalla Commissione europea con due anni di anticipo”.
Inoltre, “secondo le indagini dell’INVALSI, il tasso stimato per il 2025 è dell’8,3%. Ciò significa che abbiamo raggiunto con grande anticipo il target della Commissione europea per il 2030 del 9,0%”, spiega. “Se una netta riduzione della dispersione esplicita è stata raggiunta, la vera sfida odierna è quella della riduzione della dispersione implicita, ossia la mancanza di competenze adeguate. Credo fermamente che il focus debba pertanto essere spostato dal mantenimento degli studenti nei sistemi di istruzione verso la creazione di percorsi di apprendimento significativi, fatti su misura per soddisfare le esigenze individuali”.
I dati di valutazione delle iniziative attuate in Italia negli ultimi due anni – in particolare l’iniziativa Agenda Sud – dimostrano che “l‘approccio italiano, basato su interventi personalizzati volti alla risoluzione delle fragilità specifiche degli studenti e adattati ai diversi contesti locali, risulta essere realmente efficace nella riduzione delle disparità regionali e nell’accrescimento della qualità generale dell’istruzione”, prosegue Valditara. Attraverso l’iniziativa “Agenda Sud”, ha sottolineato Valditara, “abbiamo offerto alle scuole in condizioni di fragilità un insieme di misure per poter intervenire in maniera coordinata nella lotta alla dispersione scolastica” e “abbiamo inizialmente investito 325 milioni di euro a favore di circa 2000 scuole nelle Regioni del Sud, e poi 15 milioni di euro per progetti pilota nelle aree più fragili, per attuare azioni di sostegno socio-educativo e psicologico, percorsi personalizzati e iniziative di orientamento. A tali risorse abbiamo aggiunto 35 milioni di euro a favore delle scuole con maggiore fragilità per la fornitura di strumenti di sostegno per l’insegnamento, attrezzature, beni e servizi per creare ambienti di apprendimento accoglienti, inclusivi e sicuri, progettati per incoraggiare l’apprendimento e il benessere degli studenti e dei docenti, contrastando la dispersione scolastica”.
Sulla base di tale esperienza, “abbiamo esteso il Piano a favore delle scuole fragili anche nelle regioni del Centro e del Nord Italia, attraverso un investimento di 220 milioni di euro per l’iniziativa ‘Agenda Nord’, al fine di sostenere le istituzioni educative situate in aree remote o in contesti urbani complessi, anche attuando azioni specifiche per gli studenti appena arrivati nel nostro Paese, che non posseggono competenze adeguate in lingua italiana”. Grazie ai risultati positivi “stiamo per lanciare un altro importante investimento per rafforzare e continuare l’azione di ‘Agenda Sud’ e ‘Agenda Nord’, intervenendo sulle scuole più fragili e rafforzando le competenze di base per ridurre efficacemente la dispersione implicita”.