Il profilo Facebook della docente accoltellata a Roma da un alunno di 13 anni è stato disattivato oggi, probabilmente dalla stessa insegnante, sabato 19 settembre. La pagina era stata presa di mira per le posizioni nette della professoressa sulla remigrazione, emerse dopo l’aggressione di venerdì 18 settembre alla scuola secondaria di primo grado «Giovanni Verga», nel quartiere di Centocelle.
Secondo i carabinieri, come riporta l’Adnkronos, il ragazzo, iscritto alla terza media, è andato in bagno e ha indossato un caschetto con il cellulare fissato come una GoPro e gli occhiali da softair. Poi ha preso due coltelli da sub e ha avviato una videochiamata su Telegram, ora al centro delle indagini. In classe ha spruzzato lo spray urticante in faccia alla docente, 66 anni e all’ultimo anno prima della pensione, colpendola in tre punti con una lama di circa 20 centimetri. Le ferite non sono gravi, la prognosi è di 15 giorni. A bloccarlo è stato un compagno; gli altri sono stati spostati in un’altra aula e nelle restanti classi le porte sono state chiuse per evitare tensioni. Ore prima aveva postato su TikTok la scritta “-5 hours” con urla e spari in sottofondo, rilanciando anche contenuti su Adam Lanza, autore della strage di Sandy Hook. Alcuni suoi compagni parlano di una passione per la True Crime Community. Quel giorno doveva recuperare un debito, in Storia o Geografia secondo le diverse ricostruzioni.
A Repubblica la docente ha raccontato: “Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio. Sono ferita nell’animo soprattutto”. Si è detta sconvolta che un ragazzo con “una famiglia alle spalle di tutto rispetto” abbia concepito tutto questo. Ha indicato la causa nel compito per il debito in Storia, ma ha aggiunto di volergli bene e di dispiacersi se lui ha scambiato i suoi insegnamenti per accuse o punizioni, pur non avendolo mai punito: “Vorrei abbracciarlo. Tornerei anche domani se potessi”. Sulle sue idee sugli stranieri ha detto: “Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano”. Lo studente che l’ha salvata, originario del Congo, ha spiegato, “ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque”.
Nel profilo della docente comparivano diversi post a favore della remigrazione, finiti sotto i riflettori dopo i fatti di Roma. Proprio per le sue posizioni forti sul tema il profilo è stato preso di mira, fino alla disattivazione di oggi, a un giorno dall’aggressione.
Il figlio ha ricordato i metal detector promessi e mai arrivati: “La sicurezza è assente a scuola”. Il marito ha dichiarato: “Spero mettano in galera lui e i genitori”. Il ministro Valditara, dopo aver sentito la dirigente scolastica, ha spiegato che il giovane era sempre stato tranquillo e ha detto: “Chi sbaglia deve pagare”, sostenendo lo stop ai social sotto i 15 anni.
Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione, ha chiesto di rendere punibili anche i minori di 14 anni. Oggi l’articolo 97 del codice penale lo esclude, ma restano la libertà vigilata, il ricovero in comunità e la responsabilità civile dei genitori.