Ha 55 anni, insegna da quasi 20, ma ancora di stabilizzazione neanche l’ombra. L’ennesimo caso di precariato storico arriva da Rimini. A riportarlo il Corriere della Sera. La prof.ssa Cecchini, laureata all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e una laurea magistrale in Arti visive, per 18 anni ha girato in tutte le scuole di Rimini e dintorni. Un curriculum di tutto rispetto, abilitata in 8 classi di concorso e prima in tutte le graduatorie, ha tentato la via del sostegno, ma “non era la mia strada e non ho voluto prendere in giro i miei alunni” afferma.
Così parte la trafila dei concorsi. Una “brutta botta” non passare lo straordinario del 2018 (per soli due punti), superati quello del 2020 per la secondaria di primo grado (è in graduatoria di merito) e il PNRR 1 del 2023 (idonea in due classi di concorso). Le sono però passati davanti colleghi più giovani che hanno fatto il concorso PNRR 3 e hanno molti punteggi dati dai titoli.
Risultato, ogni anno a settembre, la prof.ssa Cecchini deve deludere coloro che sperano sia finalmente di ruolo. Tante le scuole in cui è tornata più volte e il rammarico è quello di dover lasciare in sospeso il lavoro con i ragazzi. Sono proprio gli alunni che le scrivono delle belle lettere chiedendo di rimanere con loro, ma la decisione purtroppo non spetta a lei.
Mollare? Ci ha pensato, ha dichiarato sempre al quotidiano. L’aspetto economico non è purtroppo secondario. La prof.ssa ha due figli e deve mantenere la famiglia. Ha fatto la donna delle pulizie. Il supermercato a cui ha mandato il curriculum, ha risposto che è troppo titolato. I soldi della Naspi arrivano a luglio e a giugno è l’anziana mamma ad aiutare la docente. Il futuro? I sindacati dicono che il ruolo arriverà, ma non si sa quando. E una pensione dignitosa dovrebbe essere il minimo. Nonostante tutto però la prof.ssa Cecchini continua a credere nella scuola pubblica e ad amare questo lavoro.