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09.11.2026

Docenti a Ata, sui 7mila tagli il Governo ci ripensa: diamo a prof e Ata i soldi risparmiati, l’idea di Lupi (Noi Moderati) che porterebbe 10 euro netti d’aumento

Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati

Continuano ad arrivare segnali di apertura verso la scuola da parte del Governo e dei partiti che lo sostengono. In particolare, giungono impegni e promesse sulla possibile cancellazione dei quasi 7mila tagli tra docenti e personale Ata previsti dalla prima bozza delle Legge di Bilancio 2027 già approvata dal Governo Meloni.

“I nostri parlamentari sono pronti a migliorare il testo”, ha assicurato il vice-premier Matteo Salvini nella newsletter “La settimana leghista” dove ribadisce le priorità: pensioni, sicurezza, opportunità per i giovani, sostegno alle famiglie e alla scuola. “Ci aspettano settimane decisive: i nostri parlamentari sono pronti a migliorare il testo in sede di discussione del provvedimento. Di lotta e di governo. Con le idee chiare e tanta voglia di fare”, ha detto il confermato leader del Carroccio. 

Da fonti governative, tuttavia, trapelano con insistenza voci di cambiamenti minimi della Manovra iniziale. Qualche indicazione concreta potrebbe già arrivare nelle prossime ore, nella giornata di lunedì 9 novembre, quando si svolgerà il Consiglio dei ministri. La decisione definitiva potrebbe essere comunicata in settimana, il 13 novembre, quando i sindacati verranno ricevuti a Palazzo Chigi.

Intanto, il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, dopo avere detto che abbiamo a che fare con “una legge di bilancio seria ed equilibrata”, ha specificato che occorre fare attenzione alle sorti della “scuola: le risorse risparmiate siano investite nella scuola stessa, per pagare di più gli insegnanti e per migliorare la qualità dell’Istruzione”, ha dichiarato Lupi.

Vale la pena ricordare, tuttavia, che il  risparmio di soldi pubblici pari a circa 252 milioni di euro l’anno, quelli derivanti dai circa 7mila posti che si sarebbero dovuti cancellare, anche a seguito della riduzione sensibile del tasso demografico, non porterebbe chissà quali aumenti stipendiali al personale della scuola: se si dividesse la somma equamente per un milione e oltre 200mila dipendenti del comparto scolastico, si arriverebbe a dare a ogni docente e Ata non molto di più di una decina di euro netti al mese.

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