“Noi in questi tre anni e mezzo abbiamo fatto tre contratti. Loro, in Francia, erano partiti bene perché i docenti francesi guadagnavano tradizionalmente più dei nostri. Adesso credo che siamo arrivati più o meno agli stessi livelli, grazie a un forte recupero di questa contrattazione straordinaria, perché non si sono mai visti nella storia repubblicana tre contratti in una sola legislatura. E i dati parlano chiaro”. A dirlo, a margine della conferenza stampa a Viale Trastevere sul Pnrr, è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, commentando i giorni di alta tensione nelle scuole transalpine a causa della protesta crescente degli studenti.
Commentando quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia, il numero uno del Mim ha anche detto che la differenza con il nostro Paese si sta assottigliando anche da altri punti di vista.
“La Francia – ha sottolineato il Ministro – è stata una delle grandi potenze nella matematicamondiali e gli ultimi dati Pisa di settembre testimoniano che gli studenti italiani conoscono la matematica molto meglio di quelli francesi“.
Valditara ha anche detto che “i francesi non hanno avuto il coraggio di investire risorse così significative nell’edilizia. Inoltre, in Francia c’è un problema di integrazione dei ragazzi stranieri che non si è risolto, che non è stato affrontato adeguatamente. Ho parlato a suo tempo con uno dei ministri francesi che ho conosciuto e mi raccontava il dramma delle scuole delle banlieue in Francia“.
A anche “dal punto di vista della lotta alla dispersione scolastica noi abbiamo fatto Agenda Sud e Nord. Loro sono rimasti fermi ai vecchi schemi”.
Tornando agli stipendi, quanto guadagnano gli insegnanti italiani? E quelli francesi? Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione – riportati dalla ‘Tecnica della Scuola’ qualche settimana fa – sono quelli pubblicati da Eurydice, risalenti all’inizio di luglio, riportati da SkyTg24, relativi all’anno scolastico 2024/25.
Ebbene se si considerano i docenti a inizio carriera, si vede che gli stipendi più alti per gli insegnanti sono quelli del Lussemburgo, con 55.000 euro all’anno. In seconda posizione c’è la Svizzera, con 47.000, e in terza l’Olanda, con 39.000. L’Italia è nella seconda metà della classifica, con uno stipendio annuale che si ferma a 26.000 euro.
La situazione non cambia molto se si guarda invece agli stipendi degli insegnanti dopo 10 anni di carriera. Il Lussemburgo è sempre in testa (71.000 euro), seguito questa volta dalla Germania (63.000) e dalla Svizzera (62.000). Per arrivare all’Italia bisogna scendere ancora oltre metà classifica: in questo caso, lo stipendio è di 28.000 euro all’anno.
A livello generale, per fare alcuni confronti, dai dati si evince che, ad esempio, i docenti tedeschi partono da oltre 50.000-60.000 euro lordi annui per arrivare a toccare gli 80.000 euro prima della pensione, con differenze poco significative a seconda del Land. Mentre gli insegnanti spagnoli sono in una fascia tra i 31.000 e i 46.000 euro lordi.
La media annua degli insegnanti della Francia si attesta oltre i 34.000 euro lordi. Mentre gli insegnanti italiani si collocano a poco più di 30.000 euro annui (secondo i report di Eurydice e OCSE, appena il 2,5% il PIL pro capite nazionale, collocando il Paese tra gli ultimi in Europa occidentale). Come detto, a inizio carriera guadagnano circa 25.000-27.000 euro lordi e raggiungono massimo i 43.000 euro annui dopo 35 anni di servizio.
In media, le retribuzioni medie annue complessive dei docenti in Francia sono superiori di quasi il 20% in più rispetto agli insegnanti italiani.
Ma è a fine carriera che il dislivello si fa sentire: in Italia mediamente poco più di 2.000 euro netti al mese; in Francia, invece, arrivano a prendere circa 3.000 netti al mese
Una cosa va certamente detta: nella classifica non sono stati contati gli ultimi aumenti nei contratti scuola firmati durante l’attuale legislatura. Certamente, i 412 euro lordi di aumento medi al mese prodotti nel corso dell’attuale legislatura hanno ridotto il gap. Ma il tasso di inflazione, sempre superiore agli incrementi in busta paga, ha pregiudicato tutto.