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Prima ora - Notizie del 2 settembre

02.09.2026
Aggiornato alle 12:06

Formazione 2026-2028, cosa cambia nella progettazione dei percorsi: le Linee di indirizzo della SAFI

È stato definito il quadro strategico nazionale per il triennio 2026-2028 destinato a ridisegnare lo sviluppo professionale del personale scolastico italiano. Sotto l’egida della Missione 4 del PNRR, la Scuola di alta formazione dell’istruzione (SAFI) assume il ruolo centrale di presidio unitario con funzioni di coordinamento, promozione e indirizzo. L’obiettivo prioritario è l’implementazione di un sistema di crescita permanente per dirigenti, docenti e personale ATA che sia in linea con gli standard europei e coerente su tutto il territorio nazionale.

La formazione “integrata” della comunità educante

La vera novità metodologica delle nuove linee guida risiede nel superamento della frammentazione dei ruoli professionali attraverso la promozione della formazione integrata per l’intera comunità educante. L’obiettivo strategico è favorire la condivisione di stili, linguaggi e routine collaborative tra docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) e dirigenti scolastici. Questo approccio integrato punta a consolidare la cultura del “lavoro di squadra” all’interno delle istituzioni scolastiche autonome per gestire in modo condiviso le pressanti sfide e i cambiamenti socio-economici del nostro tempo.

Percorsi specifici per ciascun profilo scolastico

Il piano formativo individua indirizzi strategici ben differenziati a seconda delle competenze e dei compiti di ciascuna figura professionale:

  • Dirigenti Scolastici: delineati come veri e propri “leader educativi” della scuola dell’autonomia, focalizzeranno la propria formazione iniziale e in servizio sulle soft skills, sulla leadership educativa, sulla gestione delle risorse finanziarie ed europee e sulla digitalizzazione avanzata dei processi amministrativo-gestionali.
  • Personale ATA: riconosciuto come primo punto di contatto con l’utenza e fondamentale per la percezione esterna dell’organizzazione scolastica. La formazione mira a rafforzare la flessibilità organizzativa, le competenze digitali e la gestione informatizzata delle procedure contabili e di inventario.
  • Docenti: la formazione continua (sia ordinaria che incentivata ex D.Lgs. 59/2017) verterà prioritariamente su metodologie didattiche innovative per la Scuola 4.0, epistemologia contemporanea delle discipline, didattica delle materie STEM (anche in chiave interdisciplinare con le materie umanistiche), utilizzo etico dell’Intelligenza Artificiale e strategie per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa.

La “Scheda A”: uno strumento operativo contro la burocrazia

Per garantire standard uniformi di qualità a livello nazionale e valorizzare l’autonomia scolastica, viene introdotta la Scheda A – Progetto formativo. Questo modello operativo a compilazione progressiva accompagnerà i corsi formativi in tutte le loro fasi: dalla rigorosa rilevazione dei fabbisogni formativi sul territorio (condotta tramite focus group, interviste e analisi dei dati INVALSI degli studenti) alla definizione degli obiettivi SMART, fino al monitoraggio e alla valutazione dei risultati.

La valutazione finale non sarà un mero adempimento burocratico, ma integrerà tre diversi canali metodologici: l’autovalutazione dei partecipanti, la valutazione tra pari (peer assessment) e specifiche prove valutative (test strutturati, project work e analisi di casi reali). Si tratta di un processo dinamico che pone la crescita professionale come fattore essenziale per garantire il successo scolastico delle studentesse e degli studenti.

LE LINEE DI INDIRIZZO

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